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Pierpaola Pisanu
21 novembre 2005
Gelatina collegata ad una miccia a lenta combustione, l’ordigno esploso nella notte al Conad
Chiara la natura intimidatoria del gesto nei confronti degli imprenditori che il 5 dicembre inaugureranno il nuovo grande ipermercato della catena Conad e che non si spiegano un simile gesto. La responsabile del punto vendita algherese Manuela Pala, ieri notte si è precipitata in via Mazzini e ha detto che non c’era mai stata nessuna avvisaglia o minaccia, prima di ieri

ALGHERO - Era fatto di gelatina collegata ad una miccia a lenta combustione, l’ordigno esploso ieri notte davanti al prefabbricato del supermercato Conad di prossima apertura tra via XX Settembre e via Mazzini. Dalle tracce di esplosivo raccolte dagli artificieri e ancora in fase di analisi, sembra essere questa la conformazione della bomba adagiata sotto uno dei pilastri che regge il piano superiore della struttura modulare che si affaccia su una vasta area, probabilmente adibita a parcheggio. Il potenziale esplosivo era alto, ma non sufficiente a provocare il crollo dell’edificio. Almeno non nella posizione in cui l’ordigno è stato collocato. In qualche modo il portico che ha fatto da cassa di risonanza ha contenuto la deflagrazione. Sono lievi i danni. La bomba ha scavato una buca nel punto dove era stata adagiata e ha scalfito leggermente il pilastro. Nessuna lesione alle strutture portanti. Anche se il potente botto è stato avvertito in tutte le zone della città. Secondo la squadra di artificieri arrivata da Sassari, che ieri notte ha lavorato sin quasi all’una del mattina, chi ha innescato la miccia potrebbe aver avuto il tempo di allontanarsi tranquillamente, prima che avvenisse la detonazione. Chiara la natura intimidatoria del gesto nei confronti degli imprenditori che il 5 dicembre inaugureranno il nuovo grande ipermercato della catena Conad e che non si spiegano un simile gesto. La responsabile del punto vendita algherese Manuela Pala, ieri notte si è precipitata in via Mazzini e ha detto che non c’era mai stata nessuna avvisaglia o minaccia, prima di ieri. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, carabinieri e polizia. Le indagini per risalire ai responsabili, affidate al commissariato di Alghero, non escludono nessuna pista. Dal racket a possibili malumori legati alle assunzioni del personale. Ma il direttore del punto vendita scarta quest’ultima possibilità: «Non si è verificato nessun problema durante le selezioni - ha assicurato - nel mese di agosto sono stati scelti i 41 dipendenti fissi che lavoreranno nella struttura, tra 300 candidati che hanno sostenuto un regolare colloquio». E’ affidata al lavoro degli inquirenti la responsabilità di risalire agli autori dell’attentato. E chissà che i filmati girati da due telecamere a circuito chiuso posizionate in facciata, non possano dare loro una mano.
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