Alguer.it
Notizie    Video    Alguer.cat   
NOTIZIE
SardegnaTurismo Alguer.it su YouTube Alguer.it su Facebook
Alguer.itnotiziealgheroCronacasanità › Malasanità,un’altra morte in disperata solitudine
Famiglia
Manca- Putzu - Nieddu 7 agosto 2003
Malasanità,un’altra morte in disperata solitudine
Il calvario di “Lucio”, malato terminale abbandonato da vivo e da morto. Il settore L.U.C.I.A. del Gruppo di Iniziative Sociali di Stella Nascente ha ricevuto e ritiene doveroso pubblicare, come richiesto dalla Famiglia, la lettera di seguito riportata
Malasanità,un’altra morte in disperata solitudine

In una città dove la gioia e l´allegria dei turisti si mescola al cielo terso di una estate fatta per il divertimento, la morte stride come una nota stonata, come un accidente al quale non fare molto caso. Se nella nostra Alghero inebriata dal sole, un uomo muore per l´instancabile operare del cancro, il rispetto di una civiltà fatta di principi e valori sociali condivisi sfuma fino a dissolversi nel nulla di un ospedale come il nostro, indifferente alla sofferenza, indegno al giuramento di Ippocrate, incapace di rispettare i più elementari valori dell´ uomo, nella mancanza di una semplice e sospirata manifestazione di pietà verso una morte ineluttabile, della quale non si vuole sentire parlare o vedere.
La “banalità del male" non si nasconde solo nell´odio, nella guerra ma anche, e forse soprattutto, nell´assoluta mancanza di attenzione verso l´altro, nel non capire che prendersi cura del malato è sentire la responsabilità del dolore, è il dono di sé verso una vita che si spegne.
“Lucio" ha amato questa terra, l´ ha servita, l´ ha curata credendo di esserne parte, ne ha colto appieno la grandiosità della sua storia e tutto ciò che ha avuto è stato un ospedale incapace di essere degno di questo nome: sporcizia, caldo asfissiante, mancanza di attenzione e incapacità di capire che il ruolo del medico è quello di fare di sé testimonianza di civiltà, perché loro sono l´immagine del nostro agognato e rispettato ospedale.
Quando la medicina non può più far niente, non si può pensare di abbandonare un paziente nel suo lettino, occorre intervenire, farsi sentire vicino al malato con amore e umanità, cosa che puntualmente non accade, perché ricordiamo “fare il medico deve essere una missione".
A Lucio non è stato consentito di godere negli ultimi istanti della sua vita del conforto oltre che della moglie e della sorella, di quei nipoti cresciuti come figli e degli altri cari che avrebbero desiderato stargli accanto.
Così anche il suo ultimo desiderio è stato vanificato dalla mancanza di organizzazione del nostro “efficientissimo" ospedale, che l´ ha costretto a trascorrere le sue ultime ore in una piccola e calda stanza a due letti, che in quei tragici momenti ha dovuto ospitare, in una situazione di totale precarietà, su una barella, un terzo paziente ricoverato per un grave infarto.
È comprensibile come si sia venuta a creare una situazione paradossale, sia per l´ infartuato e relativi parenti costretti ad assistere all´agonia di Lucio, sia per i familiari di quest´ultimo obbligati dalle circostanze non solo a non essere presenti nel momento del trapasso, ma anche ad un brevissimo saluto durante l´orario delle visite, quando invece avrebbero voluto, per l´ultima volta, circondarlo con tutto il loro affetto.
Come se tutto ciò non bastasse, non c´è stato rispetto neppure dopo la morte, che ha visto Lucio appoggiato per una intera notte in uno sgabuzzino senza finestre con 35 gradi circa. La mattina successiva è stato spostato in quel fatiscente e tetro "deposito" che qualcuno ha il coraggio di chiamare CAMERA MORTUARIA, sporca, con temperature insopportabili, che per un corpo malato in disfacimento, significa dissoluzione, olezzo, mancanza di rispetto per la salma, ma anche per la moglie e i parenti, alcuni dei quali, giunti da lontano non hanno potuto dare l´ultimo saluto al loro caro, perché come prevedibile, dopo il "trattamento" riservato a quel povero corpo, al quale è stato negata persino l´iniezione per la sua conservazione, perché ritenuta troppo costosa (forse troppo costosa per un comune cittadino, mi chiedo cosa sarebbe successo se quel cittadino avesse avuto un cognome illustre) l´agenzia funebre è stata costretta a chiudere la bara con molto anticipo.
Mi vergogno se penso ad una società che per la legittima interruzione del lavoro dopo le 17, permette che una salma arrivata 5 minuti dopo al cimitero , ridotto alla trasfigurazione di tutta la nostra carnalità, resti 72 ore infilato in un´ impalcatura per l´edilizia, dentro uno stanzino impolverato.
Dove sta la dignità di questa città se non si colgono i dettagli della morte, se no si capisce che un ospedale non può avere le formiche sui letti, trenta gradi nelle camere, una sala mortuaria da terzo mondo. Se non si comprende che un malato terminale deve essere accompagnato alla porta della vita con riguardo e con amore. Se non si comprende che il luogo di sepoltura deve accogliere le spoglie mortali con attenzione e deferenza anche dei familiari.
Dove sta, cari concittadini la dignità di questa città, che deve solo correre verso l´ipocrisia di una società di feste e turismo e dove la morte non esiste più. In tutta questa vicenda è mancato il rispetto sia per il malato ma soprattutto per l´uomo e rammentando che tutti siamo uomini e che per tutti prima o poi arriva quel fatidico giorno, sarebbe giusto fare un esame di coscienza e chiedersi se si poteva fare di più per Lucio e per tutti coloro che sono stati costretti a subire simili ingiustizie.
13:05
L’intervento prevede il riconoscimento di una indennità mensile di 2000 euro ai medici di assistenza primaria che attiveranno il proprio ambulatorio nelle aree individuate come temporaneamente carenti di assistenza
12:43
Raggiunto e superato l’obiettivo previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per l’assistenza domiciliare agli anziani: rimborso da oltre 106 milioni previsto nel quadro del PNRR
17:48
La dotazione finanziaria complessiva dell’intervento ammonta a 10 milioni di euro, cofinanziati dal Fondo Sociale Europeo Plus e da risorse regionali
10/3/2026
Comunicare una diagnosi oncologica, accompagnare un paziente lungo il percorso di cura, gestire le emozioni e costruire un rapporto di fiducia: sono momenti delicati della pratica clinica che richiedono non solo competenze mediche, ma anche capacità relazionali e comunicative
11/3/2026
Lo dichiara il consigliere nazionale di Forza Italia, Marco Tedde, intervenendo sulla situazione della sanità nell’isola
10/3/2026
Fegato e reni di una 83enne per salvare altre vite: La paziente è arrivata nei giorni scorsi in condizioni gravissime al N.S. della Mercede. In vita aveva dato il consenso per la donazione degli organi
11/3/2026
Antimicrobico-resistenza: l’Aou di Sassari rafforza la rete regionale con il progetto PROCARe Sardinia. Il 13 marzo la presentazione della nuova area intranet dedicata agli operatori sanitari nella sala riunioni dell’ospedale Santissima Annunziata
10/3/2026
Il consigliere regionale Valdo Di Nolfo interviene sul potenziamento delle attività del reparto pediatrico e sull’introduzione di nuove tecnologie diagnostiche che arricchiscono l’offerta sanitaria dedicata ai più piccoli
26/2/2026
Domani una seduta della Commissione con all’ordine del giorno l’analisi e l’approfondimento della situazione attuale della sanità e relazione del presidente Mulas



Hosting provider Aruba S.p.A. Via San Clemente, 53 - 24036 Ponte San Pietro (BG) P.IVA 01573850516 - C.F. 04552920482

La testata usufruisce del contributo della Regione Sardegna Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport
Legge regionale 13 aprile 2017 n. 5, art. 8 comma 13

© 2000-2026 Mediatica SRL - Alghero (SS)