E' la pena inflitta all'ex appuntato Francesco Silanos imputato per spaccio, calunnia e peculato in seguito alle indagini su tre blitz antidroga, poi risultati fasulli
ALGHERO - Un ex appuntato dei carabinieri è stato condannato dal tribunale di Sassari a 18 anni di reclusione. Si tratta dell'algherese Francesco Silanos, di 38 anni, imputato per spaccio, calunnia e peculato in seguito alle indagini su tre blitz antidroga, poi risultati fasulli.
I fatti risalgono al 2007 e 2008. Con il militare algherese era finito nei guai un disoccupato allora 42enne (già condannato con il rito abbreviato), trovato in possesso di ingenti quantitativi di droga nella sua abitazione di Sennori. Incalzato dagli inquirenti aveva riferito al sostituto procuratore della Repubblica di essere stato un confidente del Silanos e di essere stato "usato" per alcune operazioni. Con loro erano finiti coinvolti altri militari: al maresciallo Leonardo Riu sono stati inflitti due anni di reclusione per l'accusa di falsità ideologica per aver controfirmato false relazioni di servizio.
La sentenza emessa dal collegio presieduto da Plinia Azzena è più severa della richiesta avanzata lo scorso ottobre dal pubblico ministero Gianni Caria, che aveva chiesto una condanna a 16 anni di reclusione e il pagamento di 90 mila euro di multa [
LEGGI]. A causa del piano orchestrato da Silanos erano finite in carcere sette persone innocenti in seguito a tre operazioni antidroga, effettuate tra il 2007 e il 2008. Per loro, poi costituitisi parte civile, i giudici hanno stabilito il risarcimento tramite provvisionale a carico del Ministero della Difesa.