|
Pierpaola Pisanu
24 marzo 2006
Da bomba ecologica a vetrina internazionale per dolci sardi
Insieme per Alghero dice no all´ipotesi case popolari nell´area dell´ex cotonificio:«Non solo edilizia ma anche servizi pubblici»

ALGHERO - Dalle macerie dell’ex cotonificio un centro espositivo per pani e dolci tipici della Sardegna. È questa la proposta di sfruttamento della vecchia fabbrica, avanzata dal movimento politico Insieme per Alghero. I suoi rappresentanti in consiglio comunale Ombretta Armani, Carlo Sechi e Pino Tilloca si faranno portavoce presso la giunta regionale affinchè tale ipotesi di utilizzo dell’area, al momento di pertinenza della Regione, venga presa in debito conto. «Alghero potrà candidarsi, così, a diventare sede di mostre nazionali ed internazionali dei pani e dei dolci tradizionali delle regioni italiane, dei Paesi mediterranei e europei - suggerisce il raggruppamento politico in una nota - potranno essere progettate iniziative che coinvolgeranno culture estere con le quali confrontare le specificità culturali ed enogastronomiche». La proposta di realizzare al posto della fatiscente struttura di via Marconi un centro espositivo è un’alternativa alla volontà espressa dall’amministrazione comunale di destinare il sito ad edilizia a canoni moderati. Secondo il gruppo formato da Stella Nascente, Alghero Viva e parte di Progetto Sardegna, l’individuazione degli spazi urbani disponibili e la loro destinazione deve essere inquadrata in una programmazione ragionata dello sviluppo del territorio, attraverso la stesura del Piano Urbanistico Comunale. «Nella sua formulazione occorre pertanto ripensare all’utilizzo di alcune aree pubbliche che non possono essere destinate solo a fini edificatori, anche se di edilizia economica popolare, ma anche a servizi pubblici di riqualificazione urbana dei quartieri già ad alta densità abitativa». Come il caso dell’ex cotonificio di via Marconi che dopo la propedeutica acquisizione del bene da parte dell’ente regionale, i militanti di Insieme per Alghero vorrebbero lasciare ad un uso collettivo. Mentre il problema del rilancio dell´edilizia economica e popolare, insieme a quella convenzionata, va affrontato diversamente: «La penuria di abitazioni a costi accessibili è conseguenza diretta delle scelte delle ultime amministrazioni che non hanno voluto dotarsi del Puc nel quale individuare le aree per l´edilizia economica e popolare», afferma il raggruppamento politico di centro sinistra mettendo ancora una volta in luce i ritardi accumulati nell‘adozione dello strumento di pianificazione urbanistica.
nella foto gli interni dell'ex cotonificio di via Marconi dopo la bonifica dall'amianto
|