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S.A. 23 dicembre 2014
Al San Francesco di Nuoro arriva Fibroscan
Si tratta di una importante conquista per i pazienti, che non dovranno più essere sottoposti al tradizionale e invasivo prelievo di tessuto per il monitoraggio delle malattie epatiche
Al San Francesco di Nuoro arriva Fibroscan

NUORO - All'Ospedale San Francesco di Nuoro sarà possibile controllare la salute del fegato con un esame indolore e non invasivo. Questo è possibile grazie a una nuova tecnologia chiamata Fibroscan, utilizzata all'interno del progetto dal titolo "Screening, valutazione diagnostica e monitoraggio delle malattie epatiche croniche nella Sardegna centrale", realizzato dal Dott. Francesco Arcadu, direttore della S.C. di Medicina, e finanziato dalla Fondazione Banco di Sardegna.

«Fibroscan – spiega il Dott. Arcadu – è un'apparecchiatura che, a prima vista, ricorda vagamente l'ecografia; è dotata di sonda, che viene appoggiata sul torace in corrispondenza del lobo destro del fegato. Questa sonda emette una vibrazione meccanica, che viaggia all’interno del fegato con una velocità diversa a seconda che il tessuto sia sano o ci siano alterazioni fibrotiche e/o cirrotiche, che rendono più consistente l'organo. La sonda è collegata a un computer che calcola la velocità con cui le vibrazioni meccaniche raggiungono il fegato e le traduce in un numero, che indica lo stato di salute del fegato».

L'apparecchiatura acquistata è di ultima generazione; consente di valutare anche la presenza di una steatosi epatica, ed è dotato di una sonda più larga, particolarmente indicata per i pazienti obesi. L'esame non sostituisce del tutto la biopsia epatica, ma ne limita sicuramente il ricorso. Si tratta di una importante conquista per i pazienti, che non dovranno più essere sottoposti al tradizionale e invasivo prelievo di tessuto. Il Fibroscan può essere ripetuto frequentemente ed è rapido: in 10-15 minuti fornisce una diagnosi certa. Essendo computerizzato, offre risultati oggettivi, che non dipendono dall'esperienza dell'operatore che lo esegue.

«Il nostro ringraziamento – afferma ancora il primario di Medicina – va senz'altro alla Fondazione Banco di Sardegna, che ha voluto credere nella bontà di un progetto fondamentale per il Nuorese, dove l'incidenza di patologie legate al fegato è abbastanza importante». La nuova metodica diagnostica sarà pienamente operativa entro il prossimo mese di gennaio, dopo un indispensabile periodo di formazione con esperto proveniente direttamente dalla Francia, Paese dove è stata studiata e sperimentata per prima.
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