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Pierpaola Pisanu
16 maggio 2006
Cinque indagati per stupro: reazioni ad Alghero
Mentre gli inquirenti sono al lavoro alla ricerca della verità i giocatori della Mercede Alghero si preparano a scontrarsi nuovamente sul campo con i cestisti sotto accusa.

ALGHERO - La notizia di quanto accaduto nel post partita Mercede Alghero – Torre de’ Passeri si è diffusa rapidamente nell’ambiente della pallacanestro suscitando parecchio clamore. E non solo negli ambienti locali. La notizia del presunto stupro perpetrato da un gruppo di giocatori della squadra abruzzese su una turista britannica in un albergo della Riviera nella notte di sabato, è rimbalzata sui maggiori quotidiani e telegiornali nazionali. Sono cinque i cestisti inscritti nel registro degli indagati. Le accuse sono molto gravi anche se le parole della donna che dichiara di essere vittima di una violenza di gruppo, attendono ancora il riscontro che arriverà dalla comparazione del dna prelevato domenica ai ragazzi e i reperti biologici trovati nella stanza d’albergo dove si sarebbe consumato il festino. I risultati non arriveranno prima di due mesi. Ma qualunque piega prenderanno le indagini rimarrà una macchia indelebile nella carriera agonistica di promettenti atleti tra i 20 e i 26 anni. Giovedì i giocatori della Mercede Alghero che sabato sera hanno battuto la formazione di Torre de’ Passeri in gara 1 della semifinale play off di C1, si ritroveranno faccia a faccia con i cestisti sotto accusa. «Siamo sereni, affronteremo questa trasferta pensando solo a fare buoni risultati in campo», ha detto Francesco de Rosa, direttore sportivo della Mercede Basket. «Siamo rimasti sorpresi e mi viene difficile pensare che sia avvenuto un fatto simile tra i giocatori di questa squadra, tutti di età molto giovane – ha detto - Speriamo che si riveli un malinteso». Una cosa è certa. Qualunque sarà l’esito dell’inchiesta questa brutta storia servirà comunque da lezione per molte società sportive, non solo di basket: «Personalmente sono convinto – ha detto l’allenatore della Mercede Massimo Longano – che non si va in gita quando si vestono i colori della squadra. In trasferta i nostri ragazzi devono rispettare degli orari e sono seguiti da un dirigente in ogni spostamento».
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