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S.A. 23 novembre 2015
Ryanair in stand by nell´isola
Pili: «sgambetto ai low cost»
Il rischio di perdere decine di collegamenti Ryanair ad Alghero e Cagliari scuote la politica locale e regionale. Il deputato di Unidos sulla gestione dei low cost attacca l'amministrazione Pigliaru e Cappellacci
Ryanair in stand by nell´isola. Pili: «sgambetto ai low cost»

ALGHERO - Il rischio di perdere decine di collegamenti Ryanair ad Alghero e Cagliari scuote la politica locale e regionale. Inutile negarlo la situazione è complessa con 14 rotte sull'aeroporto di Alghero e 8 dallo scalo di Cagliari-Elmas a rischio. Ma da Regione e società di gestione rassicurano che non tutto è perduto sino a quando ci saranno ancora margini di trattative con la compagnia aerea irlandese, prima low cost in Europa. L'assessore Deiana è stato chiaro: l'Europa vieta qualsiasi aiuto alle low cost, è lecito così che Ryanair guardi anche altrove. Parole che non farebbero una piega se ci fossero alternative concrete percorribili [LEGGI].

Sulla questione interviene il deputato di Unidos Mauro Pili che fu protagonista dei primi anni in cui il vettore irlandese fece il suo ingresso nell'isola, proprio dalla porta del Riviera del corallo. «Quando nel 1999 da Presidente della Regione feci il primo accordo con Ryanair per portare le low cost in Sardegna sapevo che qualcuno, vedi Alitalia e Lufthansa, avrebbero impugnato quell'accordo. Andai avanti e nel 2003 l'esperimento di Alghero fu reiterato in tutti gli aeroporti sardi con effetti fondamentali su economia e occupazione. L'accordo che firmai era di dieci anni. Sino al 2013» ricorda Pili.

L'ex presidente ritorna anche sulle procedure avviate dalla Comunità Europea: «Ci furono indagini della commissione europea. La Roland Berger, società mondiale di consulenza, fu incaricata dalla UE di verificare se i contributi dati dalla Presidenza della Regione fossero o meno un aiuto di Stato. La conclusione fu disarmante per tutti gli oppositori delle low cost. Il contributo della presidenza della regione alle società di gestione degli aeroporti è si un sostegno pubblico ma in realtà si trasforma in un investimento».

Il calcolo era fin troppo evidente - insiste Pili -: la regione investe 10 euro a passeggero di contributo co-marketing. Ogni passeggero spende nella sua presenza in Sardegna tra i 400/500 euro di media. Se la tassazione su quella spesa fosse del solo 10%, ma è molto di più, la regione avrebbe speso 10 e incassato 40/50 euro solo di entrate fiscali. Dunque, un investimento. Misurabile. Un effetto a catena su economia e occupazione. E se la prende nel finale con gli attuali amministratori in Regione, ma anche con chi li aveva preceduti: «Ora, quest'assessore, alla pari di quello del centrodestra che nel 2010 scrisse una norma per mettere lo sgambetto ai voli low cost, decide di assestare il colpo finale».

Nella foto: Mauro Pili



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