|
Red
15 dicembre 2006
Superstipendi: lettera di Masu a Soru

Recenti resoconti della stampa nazionale e Sarda in questi giorni, precedenti le festività natalizie, hanno riportato alla ribalta della cronaca i costi della politica, i privilegi di cui godono i suoi attori principali a tutti i livelli: ma soprattutto gli stipendi dorati a cui si aggiungono benefit e molto altro, di cui godono per l’intero mandato, e anche dopo, i nostri deputati, senatori ,Consiglieri Regionali. Si è potuto riscontrare cosi che la Sardegna è fra le prime Regioni nella graduatoria fra quelle che pagano gli stipendi più alti ai suoi Consiglieri Regionali (80% dello stipendio di un On. Deputato) A cui si aggiungono molte indennità così come previste alla Camera dei Deputati. Tutto ciò è risaputo, desta nell’opinione pubblica sconcerto e sdegno soprattutto quando i cittadini sono chiamati a fare sacrifici, subire tagli, e pagare nuovi e più salati balzelli richiesti in prima istanza dal governo centrale e a seguire da regioni e comuni senza che dai palazzi del potere è giunto alcun segnale che veda fare significativi sacrifici da parte dei nostri Onorevoli che ormai abituati ad un tenore di vita (per alcuni è come aver vinto al superenalotto viste le dichiarazioni dei redditi antecedenti la loro elezione) mal sopportano che stampa, televisione, o semplici cittadini ricordino loro le sproporzioni fra i loro stipendi e quelli di un operaio,di un precario,di un CoCo. Ma anche quello di un chirurgo che nel suo lavoro a volte ha nelle sue mani la vita di un uomo. Tanto è il fastidio di sentirsi giudicati che fanno di tutto affinché del problema meno se ne parla meglio è e se comunque se ne parla,. tutti a precisare che a loro resta un pugno di mosche dopo aver devoluto chi il 30,40,50 percento al partito di riferimento, al proprio portaborse (figli? Mogli?) senza dimenticare opere pie e quantaltro possa quietare le loro coscienze. In Sardegna si cerca anche di fare dimenticare che 17000 cittadini aderendo alla proposta di un comitato spontaneo (Lu Puntulgiu- Il Grifone) hanno sottoscritto e presentato una legge di iniziativa popolare, unica nella storia dell’ Autonomia Sarda, richiedente con i suoi tre articoli una drastica riduzione di stipendi e benefit degli Onorevoli Sardi . Ad oggi dopo che è trascorso un anno (era il 15 dicembre2005) da quando è stata accolta con voto unanime del consiglio la proposta dell’On. Stefano Pinna, la quale chiedeva di non discutere la legge di iniziativa popolare perché non urgente, si sa solo che la stessa giace nei cassetti della prima commissione autonomia, altro ai cittadini non è dato sapere nonostante ripetute richieste e petizioni. On.Soru vista la sua attenzione e sensibilità verso il problema, non dimenticando quanto da lei dichiarato nell’intervista del 31 Dicembre 2005, la invitiamo affinché faccia propria la proposta di legge voluta da 17000 sardi e ponga la stessa all’O.d.G.nell’agenda del governo della Sardegna con quella priorità che la volontà popolare esige. Signor Presidente qualora anche una sua manifesta volontà di aderire alla nostra richiesta venisse mortificata da una partitocrazia, che chiusa nel palazzo non si rende ben conto di quanto succede fuori dal palazzo, posso anticipare a lei e a tutti i Sardi che è nelle intenzioni a breve del Comitato Lu Puntulgiu- IL Gifone, proporre al Popolo Sardo un Referendum Abrogativo della Legge Regionale del 7 Aprile 1966 n.2 e successive modificazioni ed integrazioni.(legge che quantifica nell’80% dello stipendio dei Deputati lo stipendio dei nostri Consiglieri Regionali). Nel ringraziarla per l’attenzione la saluto cordialmente
Per il Comitato Lu Puntulgiu-Il Grifone, Francesco Masu
|