«Qualora non ci fossero tutte le garanzie necessarie al rigoroso rispetto delle prescrizioni imposte dalle vigenti normative è altrettanto chiaro che partirà dallo stesso Comune di Alghero il formale dissenso alla cosiddetta sperimentazione»: è la posizione dell´assessore comunale all´Ambiente in merito alle novità sull´utilizzo dei reflui del depuratore di San Marco
ALGHERO - «L'Amministrazione comunale di Alghero dal momento del suo primo insediamento a Sant'Anna lavora incessantemente per evitare che i reflui provenienti dal depuratore di San Marco vengano riversati sul Rio Filibertu e indirizzati nel Calich. Lo testimoniano i verbali di decine di conferenze di servizi, incontri, tavoli tecnici e politici. Pressioni che hanno fatto prendere coscienza ai numerosi enti a vario titolo coinvolti nella gestione della risorsa idrica, della delicata situazione ambientale venutasi a creare nell'ecosistema interessato dalla continua immissione, e convinto l'assessorato regionale ai Lavori Pubblici dell'esigenza di realizzare una nuova condotta che trasporti i reflui in un corpo recettore esistente e defluente verso il mare».
Lo sottolinea l'assessore all'Ambiente ed Ecologia del comune di Alghero, che giovedì sera ha partecipato all'incontro programmato a Maristella dai comitati di borgata per discutere sulla possibilità di riutilizzo in agricoltura dei reflui del depuratore, dopo l'annuncio della sperimentazione da parte della Regione [
LEGGI]. «Abbiamo denunciato - precisa Raimondo Cacciotto - alle competenti autorità le criticità palesateci nel corso dei numerosi incontri con gli enti gestori. Con responsabilità abbiamo anche avanzato proposte concrete per superare i problemi. Siamo convinti che non si debbano più scaricare i reflui in un'area sensibile come il Calich e in questa direzione continuerà il nostro impegno. Servono dagli 8 ai 12 milioni di euro - questo l'investimento ipotizzato dal Distretto Idrografico, Egas e Abbanoa - e in questa direzione proseguono le nostre pressioni sulla Regione».
Ciò non significa che una parte della risorsa idrica non possa essere utilizzata, in alcuni periodi dell'anno e nella totale sicurezza alimentare, per irrigare parte delle colture interessate dal Consorzio di Bonifica della Nurra. «Abbiamo messo la firma, insieme a decine di enti, sul protocollo d'intesa proposto dall’Autorità di Bacino della Sardegna e propedeutico all'aggiornamento del Piano di Gestione organico che dovrà garantire l'ottimale utilizzo di tali risorse con continuità nel tempo. Naturalmente questo non impone nessun obbligo e alcun vincolo - precisa Cacciotto - qualora non ci fossero tutte le garanzie necessarie al rigoroso rispetto delle prescrizioni imposte dalle vigenti normative è altrettanto chiaro che partirà dallo stesso Comune di Alghero il formale dissenso alla cosiddetta sperimentazione» conclude l'assessore.