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Red 4 marzo 2017
Carabinieri scoprono a Sassari un furbetto del cartellino
Questa mattina, i militari della locale Compagnia hanno eseguito una misura cautelare interdittiva, che prevede la sospensione dal pubblico ufficio per tre mesi, nei confronti di un dipendente comunale
Carabinieri scoprono a Sassari un <i>furbetto del cartellino</i>

SASSARI – Questa mattina (sabato), i Carabinieri della Compagnia di Sassari hanno eseguito una misura cautelare interdittiva, che prevede la sospensione dal pubblico ufficio per tre mesi, nei confronti di un dipendente del Comune. Il provvedimento, emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari, scaturisce da un’indagine avviata a dicembre e coordinata dal sostituto procuratore Mario Leo, che ha visto i militari impegnati in lunghi appostamenti per documentare la condotta di un 60enne impiegato comunale che, dopo aver timbrato il cartellino, si allontanava senza autorizzazione dal posto di lavoro e se ne andava tranquillamente in giro per la città invece di svolgere il proprio dovere in ufficio.

Nel corso dei numerosi servizi svolti, i militari dell’Arma hanno avuto modo di riscontrare che la dinamica era sempre la stessa: il “furbetto del cartellino” raggiungeva con la propria autovettura gli uffici comunali di Via Murgia, dove procedeva a registrare l’ingresso a lavoro con l’apposito badge, allontanandosi successivamente dalla zona, a volte anche dopo pochi minuti di “servizio”. In seguito, dopo essere stato fuori tutta la mattinata per le incombenze più varie (dalla spesa alle chiacchiere al bar con gli amici), tornava in Via Murgia soltanto tra le ore 13.30 e le 14, per registrare l’uscita da lavoro, dove in realtà non risultava essere mai stato.

Ma il trucchetto non era sempre lo stesso. In altre circostanze, infatti, il dipendente comunale fingeva di aver dimenticato a casa il badge per la registrazione della presenza in servizio e chiedeva, quindi, attraverso successive comunicazioni e-mail, di trascrivere a posteriori i propri orari di ingresso/uscita dal posto di lavoro. In tal modo, traeva in inganno ed induceva in errore l’ufficio amministrativo, attestando di aver svolto prestazioni lavorativa in realtà mai effettuate. Per quantificare il danno arrecato all’Amministrazione comunale, è sufficiente pensare che, in poco più di due mesi di osservazione, i Carabinieri sono riusciti a dimostrare che l’interessato ha maturato oltre 86 ore di assenza ingiustificata dal lavoro, rendendosi responsabile dei reati di truffa aggravata e false attestazioni sulla presenza in servizio da parte di un pubblico dipendente. Proprio quest’ultimo reato, introdotto dal decreto legislativo 165/2001 per contrastare i dipendenti pubblici “furbetti del cartellino”, potrà anche comportarne il licenziamento, oltre che una condanna penale.

Nella foto: un'immagine dell'indagine
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