Red
1 aprile 2017
Ex Alas e Centro intermodale: taglio del nastro a Macomer
Torna a rivivere la prima fabbrica tessile simbolo dell´emancipazione femminile negli Anni Trenta e, a poche centinaia di metri, prende vita l´atteso Centro intermodale. taglio del nastro con gli assessori regionali Raffaele Paci, Massimoe Deiana e Paolo Maninchedda

MACOMER - Torna a rivivere la prima fabbrica tessile simbolo dell'emancipazione femminile negli Anni Trenta e, a poche centinaia di metri, prende vita l'atteso Centro intermodale. Macomer, fra passato e futuro, ricostruisce un pezzo della sua storia e rilancia la sfida per riconquistare la sua posizione strategica al centro dei trasporti della Sardegna. Il vicepresidente della Regione Raffaele Paci, con gli assessori regionali dei Trasporti Massimo Deiana e dei Lavori pubblici Paolo Maninchedda, accolti dal sindaco Antonio Succu, hanno inaugurato le due opere pubbliche realizzate con i fondi europei.
Nata nel 1939, l'Anonima lanaria sarda, con l'80percento di dipendenti donne, è stata per anni il simbolo dell'emancipazione femminile. Delle donne che uscivano di casa per andare al lavoro, che volevano essere indipendenti ed avere una vita lavorativa oltre le pareti domestiche. Quella fabbrica di 10mila metri quadri, recuperata con 2milioni di fondi europei e la cui ristrutturazione sarà completata con i fondi della programmazione territoriale, diventa ora un Museo di archeologia industriale ed uno spazio dove organizzare eventi, godendo della vista di macchinari, documenti storici, prodotti simbolo. «Siamo in uno dei luoghi identitari della Sardegna, un posto che è stato testimone di conquiste sociali e lavorative. Un luogo di quella memoria che vogliamo assolutamente preservare e conservare ma con lo sguardo rivolto al futuro - ha detto Paci rivolgendosi ai tanti studenti presenti - Un tempo qui si lavorava la lana e si producevano coperte. Adesso quella fase si è chiusa, di sicuro i giovani non produrranno più coperte ma magari di quelle coperte saranno i designer utilizzando le più moderne tecnologie: la cosa importante è riuscire a dare continuità a quella memoria, a farla rivivere, a tenere il passato come riferimento ma guardando al futuro. Questo è il messaggio che oggi vogliamo dare riaprendo una fabbrica che ha ancora tante risorse da mettere a disposizione di questa comunità».
«Sappiamo che per far vivere un territorio è fondamentale un sistema di trasporti che funzioni e in questa direzione stiamo investendo moltissimo. Abbiamo avviato l'acquisto di cinque nuovi treni, alcuni dei quali entreranno in funzione sulla linea Macomer-Nuoro, abbiamo già avviato il completamento del Centro intermodale di Nuoro e finanziato il Centro di manutenzione e rimessaggio dei nuovi treni che verrà costruito proprio qui - ha detto Deiana, inaugurando il Centro concluso con gli ultimi 500mila di fondi europei con Paci e Maninchedda - Nel giro di pochissimo tempo, i treni sono previsti per la seconda metà di quest'anno, avremo un nuovo sistema di trasporti che, grazie a questo bellissimo centro intermodale, consentirà di mettere in collegamento la gomma, il ferro a scartamento ridotto e la linea ferroviaria di riferimento. Questo luogo, dove sarà ospitato anche l'Urban center, offrirà tanti servizi e occasioni di socializzazione e permetterà a chi viaggia di trascorrere piacevolmente e in compagnia i tempi di attesa». «La cosa importante non è presentare i risultati, ma realizzarli e consolidarli - ha sottolineato Maninchedda - Questi raggiunti oggi sono traguardi di tutti gli amministratori di Macomer, che hanno affidato al passato le loro competizioni e al futuro risultati che hanno voluto fortemente raggiungere».
Nella foto: il taglio del nastro
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