Sul sito istituzionale dell´ente Parco di Porto Conte il saluto del direttore uscente, Mariano Mariani. «Interrotto l´ultimo tratto di percorso. Si è preferito far prevalere la cautela alla lungimiranza, il quieto vivere alla responsabilità, rinunciando ad una funzione alta di governo per inseguire invece il consenso più comodo»
ALGHERO - Finisce l'era Mariani a Porto Conte e prende avvio da queste ore la direzione affidata al dottor Plastina, già a capo degli uffici del Parco Nazionale Arcipelago La Maddalena. Si chiude così un decennio di direzione, iniziato nel
febbraio del 2016, non senza polemiche seguite al concorso indetto da Casa Gioiosa sotto la presidenza del professor Antonio Farris. Dieci anni di veri cambiamenti, col Parco che è andato incontro a profonde mutazioni sotto tutti i punti di vista: «Lascio questo incarico con l'orgoglio dei risultati raggiunti e la serenità di chi sa di aver operato sempre e soltanto nell’interesse dell’Azienda che ho diretto» le parole di Mariano Mariani, che in Riviera del Corallo ha anche infiammato i rapporti con numerosi interlocutori, ad iniziare dal quel mondo ambientalista che il Parco di Porto Conte lo aveva prima immaginato e ideato, poi progettato, proposto e realizzato.
Lungo l'elenco dei progetti compiuti negli ultimi dieci anni, per i quali il direttore uscente si dice decisamente orgoglioso, rinnovando la gratitudine nei confronti del personale: «Siamo cresciuti insieme, trasformando i vincoli in soluzioni, la burocrazia in percorsi praticabili, le idee in realtà tangibili. Sono sicuro che, come me, porterete con voi l'orgoglio di ciò che abbiamo costruito insieme prima di tutto per voi stessi e per il “nostro” Parco» le sue parole a loro rivolte, prima della violenta stoccata alla politica che attualmente amministra ad Alghero, rea - sostanzialmente - di non aver proseguito il rapporto in modo miope.
«La politica che governa oggi la città ha deciso di interrompere l'ultimo tratto di questo percorso, nonostante diverse complesse progettualità avviate abbiano ancora necessita di essere completate. Si è preferito cedere al rumore di una sparuta minoranza, far prevalere la cautela alla lungimiranza, il quieto vivere alla responsabilità, rinunciando ad una funzione alta di governo per inseguire invece il consenso più comodo». Infine il saluto al suo successore: «Eredita un Ente Parco solido, risorse ingenti da mettere a terra ed una squadra di altissimo valore. Soprattutto, eredita una visione ed un modello operativo collaudato. Sono certo che saprà migliorarlo e che potrà ritrovare anche quel sostegno istituzionale coraggioso che in quest'ultima fase è venuto a mancare. Il Parco lo merita. Il territorio lo merita».
Foto d'archivio