|
S.A.
17:16
A Cagliari apre il primo Mini Jazz Club
Il progetto intende aderire alle richieste esperienziali di un bambino che cresce e di un genitore che condivide, pur rispettando una forma che possa includere entrambi. Sabato nuovo concerto

CAGLIARI - Debutta nei locali del Jazzino di Cagliari il Mini Jazz Club, nuovo progetto di Jazzin’Family, con la direzione artistica della musicoterapeuta Francesca Romana Motzo. Considerato come sviluppo naturale della rassegna musicale La Musica che gira in Tondo, interamente dedicata all’inizio della vita, il Mini Jazz Club è dedicato alle famiglie con bimbi 6-9 anni. Accolto in un luogo decisamente caratteristico, come solo un Jazz Club può esserlo, il progetto intende aderire alle richieste esperienziali di un bambino che cresce e di un genitore che condivide, pur rispettando una forma che possa includere entrambi. «Apriamo le porte ad una fascia d’età inusuale e tutti insieme andiamo ad abitare la nostra nuova casa - spiega Francesca Romana Motzo – Il Mini Jazz Club è un luogo che avvolge, con un palco che fa sognare e non crea distanza, una selezione musicale composta con estrema cura, i divanetti per i genitori e i nostri cuscinoni per tutti i bambini spettatori».
Si consolida dunque la volontà di creare comunità sonore consapevoli, seguendo passo dopo passo la crescita di un nuovo pubblico e accogliendo interamente la responsabilità di una proposta culturale inclusiva ed accessibile a tutti. Dopo un primo concerto eseguito nei giorni scorsi dal Matteo Muntoni Trio, sabato 16 maggio (ore 17), salirà sul palco il Trio Nues, composto da Matteo Gallus al violino, Sebastiano Dessanay al contrabbasso e Riccardo Sanna alla fisarmonica con un live dal titolo Sentieri Nomadi. Un viaggio sonoro che parte dagli Urali, attraversa i Balcani, approda nel Mediterraneo, salpa dalle coste spagnole e giunge fino al Brasile; ritmi e melodie che esprimono un legame indissolubile tra i vari popoli, dimostrando come la musica sia un ponte universale che unisce culture apparentemente distanti, creando un dialogo sensoriale istintivo e profondo. Nonostante l'ampia varietà ritmica e le considerevoli distanze geografiche che separano i paesi di origine dei brani, il repertorio del Trio mantiene una coerenza dando voce a un linguaggio musicale comune fra i popoli che si è sviluppato nel corso dei secoli e dei fenomeni migratori, esplorando le relazioni armoniche, le melodie e gli spiriti dionisiaci che hanno dato vita a queste straordinarie musiche.
Nella foto: Matteo Gallus
|