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Marcello Moccia
4 luglio 2004
Torres e Alghero, tra le due squadre c’è aria di gemellaggio
A confermarlo sono Rinaldo Carta, principale riferimento della società sassarese, e Giuseppe Sechi, neo presidente del club catalano che ha ottenuto il ritorno in serie D

I presidenti delle rispettive squadre di calcio sono amici e lavorano insieme nel settore dei supermercati. Carta sostiene i vantaggi per entrambi i sodalizi. Secondo Carta "Alghero è una realtà importante che fa un campionato importante, può essere l’ideale per far crescere i nostri giovani che in prima squadra non hanno abbastanza spazio". Sechi concorda "Definire i termini della collaborazione è ancora prematuro, ma non ci limiteremo al fatto tecnico. Per il momento abbiamo fatto delle richieste precise al direttore sportivo della Torres D’Ottavio". I giocatori chiesti sono l’esperto trequartista Fadda, che però è tentato dal Tempio dove potrebbe ritrovare il tecnico Mereu, e il centrocampista diciannovenne Niedda, che ha attirato le mire anche del Paternò, disposto a rilevarne la comproprietà. La società sassarese potrebbe aggiungere ai due un altro giovane, il centrocampista diciannovenne Dore, elemento promettente della Primavera che ha bisogno di giocare in una prima squadra per maturare. L’Alghero cosa offre? Potrebbe acquistare qualche quota, visto che sono disponibili ancora 52 azioni delle 100 messe a disposizione. Secondo Giuseppe Sechi "E’ possibile, così come è possibile che anche la Torres possa acquistare qualche quota dell’Alghero". Certo è che se i soci del club catalano intervengono rilevando almeno una quindicina di azioni, la vendita delle quote fa un notevole passo avanti ed è completata per due terzi. Una simile collaborazione rappresenterebbe davvero un fatto nuovo. La collaborazione col Selargius inaugurata due estati fa è durata solo un paio di mesi e ogni anno la società sassarese ha perso qualche giovane discreto perché non aveva una squadra dove poterlo spedire a fare esperienza e siccome non era pronto per la C1, veniva svincolato. In tre anni la Primavera rossoblù non è riuscita a fornire alcun elemento alla prima squadra, che invece data l’esiguità del budget avrebbe avuto un gran bisogno di un paio di giocatori usciti dal vivaio in grado di poter stare almeno in panchina. Non a caso il diesse Nicola D’Ottavio sta valutando la possibilità di rinunciare almeno per quest’anno alla squadra Primavera. Ecco allora che nell’ottica di una riorganizzazione del vivaio contare su una società
amica come l’Alghero può fare comodo, anche perché può consentire di unire le forze nelle diverse formazioni giovanili.
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