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Antonio Sini
11 settembre 2004
Arbitri, uomini che hanno scelto di praticare lo sport in maniera diversa
Alghero è sempre stata in Sardegna una sezione arbitrale brillante e di grande affidamento

Con 1.200.000 giocatori tesserati, più di 11.000 Società e oltre 16.000 squadre impegnate in circa 500.000 partite a stagione, la Lega Nazionale Dilettanti rappresenta la quasi totalità del calcio italiano.Un universo che, per la sua diffusione capillare sul territorio nazionale e per la variegata articolazione dell´attività agonistica cui dà origine, richiede una gestione efficiente, capace di garantire i servizi di assistenza e il supporto organizzativo necessari per dare vita ad una passione che coinvolge milioni di italiani: i giocatori prima di tutto, ma anche le loro famiglie, i tifosi, i volontari che prestano la loro opera nelle singole Società. La L.N.D., infatti, tiene le fila di una imponente macchina organizzativa che comprende le attività sportive gestite dai Comitati Locali (21), dai Comitati Provinciali (104), dai Comitati Regionali (19) e, infine, dalle 3 Divisioni Nazionali: il Comitato Interregionale, la Divisione Calcio a Cinque e la Divisione Calcio Femminile. Le Società sono il fulcro del calcio dilettantistico, i soggetti attorno ai quali ruota il sistema organizzativo della L.N.D.
Ma il gioco “più bello del mondo” ci sarebbe senza gli arbitri? Pensare al calcio senza dedicare una riflessione ai “giocatori in giacca nera” è impossibile. Allora è d'obbligo ricordare che oggi partono i campionati, centinaia di migliaia di partite che non si disputerebbero senza gli arbitri. Proprio così! Purtroppo troppo spesso si dimentica di mettere in giusto risalto la figura dell’uomo-arbitro. L’uomo che studia, l’uomo che lavora, l’uomo che ha scelto di praticare lo sport in maniera diversa.
Le gradinate, all’interno di un stadio sportivo, troppo spesso si trasformano in un luogo dove chiunque può dire le infamie e gli improperi che vuole, senza pagarne pegno. Non c’è distinzione fra classi sociali o livelli di cultura, il turpiloquio e l’offesa allo stadio nei confronti dell’arbitro sono bassezze nei confronti delle quali nessuno si vergogna. Eppure il rispetto per l’uomo-arbitro dovrebbe essere un dovere. Allora viene da pensare che se tutti gli arbitri facessero un passo indietro, la palla si “sgonfierebbe” di colpo, le arene sarebbero vuote, i campi desolatamente deserti.
Gli arbitri sono da ringraziare, con i loro pregi e con i loro difetti. Sarebbe sbagliato pensare che il cosmo arbitrale è minato dalla mala fede: l’arbitro sbaglia perché è umano sbagliare, all’errore si può ovviare solo con l’allenamento, con il sacrificio e con la studio assiduo delle regole di gioco.
Così diventiamo per un attimo faziosi e campanilisti, indirizzando i migliori auguri agli arbitri della Sezione di Alghero, oggi presieduta da Tullio Sanna, ex arbitro C.A.N. Una sezione che annovera giovani di ottimo livello tecnico. Alghero, infatti, è sempre stata in Sardegna una sezione brillante e di grande affidamento e oggi Tullio Sanna vorrebbe vedere qualche giovane calcare i campi oltre Tirreno. C’è da scommettere che nel giro di qualche anno sarà proprio così.
Nella foto: Cerchi, Loria, Di Stefano (arbitri della Sezione di Alghero)
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