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S.A.
3 dicembre 2009
Emergenza occupazione per 170mila sardi
I disoccupati raggiungono la cifra di 170mila unità, cioè di persone che non hanno un lavoro e che sono disponibili a lavorare. La Cisl chiede un piano pluriennale e il rilancio del settore industriale e produttivo

CAGLIARI - Ancora non si conoscono i dati dell’ultimo trimestre 2009, ma il tasso di disoccupazione in Sardegna è ben al di sopra di quello nazionale e di quello medio europeo. I disoccupati raggiungono la cifra di 170mila unità, cioè di persone che non hanno un lavoro e che sono disponibili a lavorare. Data la tendenza registrata dall’Istat con i dati del mese di ottobre, solo sul versante nazionale, è purtroppo possibile un ulteriore incremento dei senza lavoro anche in Sardegna.
«Riteniamo indispensabile un confronto tra la Giunta regionale e i sindacati, ma anche le parti datoriali, per un piano per il lavoro pluriennale che coinvolga le competenze dei diversi assessorati» si legge nel documento della Cisl. Disoccupazione che è ancora più preoccupante tra i giovani dove raggiunge un tasso del 30% che aumenta ancora tra le donne. I dati sono approssimati per difetto anche per il ruolo svolto dagli ammortizzatori sociali che a livello regionale raggiungono livelli record data la crisi dei settori produttivi.
«La Regione deve farsi carico di un patto sociale - dichiarano dalla Cisl - attraverso un progetto specifico per contrastare la disoccupazione e le risorse necessarie, ma anche immediatamente spendibili da utilizzare in tutti i territori dell’Isola, oltre al rilancio del sistema industriale e produttivo con una strategia di settore supportata dall'apporto dello Stato e dell'Unione Europea».
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