Una Regione con 1 milione 670mila abitanti, 12mila cassa-integrati e 160mila disoccupati urla tutta la sua rabbia. Solo promesse mancate e proclami disattesi. Serve un impegno certo
ALGHERO - Dall'Alcoa e il Petrolchimico, passando per il Tessile, con più di 600 grosse imprese in crisi nera. Una Regione con 1 milione 670 mila abitanti, 12 mila cassa-integrati e 160 mila disoccupati urla tutta la sua rabbia: e la rivolta, perché di questo si è trattato ieri a
Cagliari, è appena cominciata. Seguiranno altre clamorose manifestazioni in un'Isola che, solo oggi, capisce di essere stata ingannata da false promesse dei Governanti.
Silvio Berlusconi in primis. Solo un anno addietro (era febbraio), il primo ministro prometteva dai palchi elettorali lavoro per tutti e fondi straordinari per rilanciare l'economia del Mezzogiorno italiano. Parlava di Putin salvatore della Chimica, di infrastrutture, turismo e G8. Tutte balle, la Sardegna aspetta ancora i fondi per le aree sotto-sviluppate e il Cipe, nonostante l'elemosina continua dei politici sardi, si permette di rimandare a data da destinarsi l'approvazione delle delibere, sforbiciando tutte le carte che parlano di Sardegna. L'isola che non esiste.
Nasce così il sogno di una Sardegna che ha finalmente alzato la testa e vuole reagire ad un dramma economico che rischia di diventare sociale, perché mina i rapporti umani e la serenità delle famiglie. Ci sono momenti in cui ognuno si sveste, toglie la casacca e i colori politici per il bene di una regione, di un popolo. Ha iniziato Cagliari: nel capoluogo sindaci di tutti gli schieramenti, amministratori bipartisan, lavoratori, operai, pensionati, studenti ed ecclesiastici hanno chiesto a gran voce più attenzione. Proprio quella che è mancata fino ad oggi.
"La Sardegna non è Villa Certosa", titola il Fatto Quotidiano; "L'urlo dei 50mila" l'Unione Sarda, "L'Isola in piazza per il futuro" la Nuova Sardegna. Ma oltre i giornali e l'eco per una manifestazione grandiosa (sinonimo di disperazione), rimangono le promesse mancate. E ogni giorno che passa decine di disoccupati in più. Ma non preoccupiamoci più di tanto, in Sardegna fra pochi mesi c'è il mare, i vip e le vacanze: I giornali ri-parleranno di gossip.