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S.A.
4 settembre 2010
Pili intima a Matteoli: più soldi per le infrastrutture
Il Ministro alla Camera accoglie le istanze del deputato sardo sul riequilibrio delle risorse per le infrastrutture nell´Isola. La Calabria prende 23mila euro per abitante, la Sardegna 3.423

ROMA - «La situazione infrastrutturale della Sardegna è grave e il divario con le altre regioni deve essere colmato. Per questo motivo mi impegno a rivedere subito rivedere le intese quadro per le infrastrutture della Sardegna». Lo ha detto il Ministro delle infrastrutture Altero Matteoli nel corso dell’audizione parlamentare replicando all’intervento del deputato sardo Mauro Pili che aveva duramente argomentato il grave squilibrio tra regioni nell’attribuzione delle risorse per le infrastrutture.
«Dall’indagine che abbiamo condotto su mia richiesta con gli uffici studi della Commissione Infrastrutture della Camera – ha sostenuto Mauro Pili - emerge un quadro drammatico sul riequilibrio strutturale nel nostro Paese, sia per le risorse pianificate che per la spesa».
Nell'audizone del parlamentare sardo emerge che: «sui 358 miliardi di opere infrastrutturali programmate nel nostro paese negli ultimi dieci anni emergono due parametri, uno per la media procapite e l’altro per la superficie (kmq), dai quali si evince una grave discriminazione di alcune regione, e per prima la Sardegna, a favore di alcune privilegiate. Se si prende in esame il parametro della superficie si evince che la media nazionale è di 1.190.000/euro per Kmq. La Calabria per citarne una del Sud prende, invece, 3.074.912 euro/kmq, la Liguria 3.884.719, la Sardegna drammaticamente ultima con un divario insostenibile 237.463 euro/kmq. Il divario è ancor più evidente nel rapporto sullo stanziamento per abitante. La Calabria ha uno stanziamento di 23.085 a persona, la Liguria 13.037, la Sardegna 3.423».
«La Sardegna - sottolinea Pili - per quanto riguarda i tre più importanti indici infrastrutturali, idrico, viario e ferroviario, è la regione che si trova nella situazione peggiore in Italia e, dal dato di previsione, è quella che prende quasi venti volte meno di quello che le spetterebbe». «Qui – ha concluso Pili - non stiamo parlando di risorse che non ci sono, ma di quelle che ci sono e di quelle che potrebbero esserci nel futuro. Si tratta di utilizzarle in modo equo senza privilegi rispettando parametri e misurando i divari e le conseguenti compensazioni. Un riequilibrio assolutamente inderogabile nel quadro della coesione infrastrutturale del nostro Paese».
Nella foto: Il ministro Altero Matteoli
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