|
S.A.
7 ottobre 2010
Grandi opere in Italia: «Sardegna esclusa»
Lo Stato italiano si prepara a finanziare le 28 grandi opere che cambieranno il volto del paese. Nel Documento di Finanza Pubblica si
apprende dello sblocco di 30 miliardi di euro. ´La Sardegna è esclusa´ denuncia l´iRS

SASSARI - Lo Stato italiano si prepara a finanziare le 28 grandi opere che cambieranno il volto del paese. Nel Documento di Finanza Pubblica si
apprende dello sblocco di 30 miliardi di euro per il ponte di Messina,
per il MO.SE, per la metropolitana di Brescia, per la terza corsia del
raccordo anulare di Roma e tante altre infrastrutture considerate di
“Serie A”. Inutile dire che la Sardegna non fa parte dell’elenco contenuto nel Dfp. La denuncia arriva dal partito indipendentista iRS, che lamenta ancora una volta la "disattenzione" del Governo nei confronti dell'isola.
Frantziscu Sanna, Responsabile iRS Economia e Società, esprime alcune
considerazioni: «Noi non vedremo un centesimo dei 30 miliardi di euro necessari a realizzare il grande piano di infrastrutturazione italiano. Eppure c’è ancora qualcuno che pensa che l’Italia mantenga la Sardegna. È tempo di sfatare simili castronerie e ribattere, dati alla mano, a chi
sostiene che la Sardegna senza l’Italia non può stare».
«Il Dfp non fa altro che ricordarci - puntualizza Sanna - qual’è da 60 anni la strategia dello Stato Italiano in materia di infrastrutturazione. Gli unici a non essersene accorti sono i sardi e la loro classe politica autonomista.Negli anni passati denunciammo con forza questa assurda vicenda: dal Piano delle infrastrutture strategiche (PIS), varato qualche tempo fa, fino a giungere al Master plan per le Autostrade del mare. Tutto è rimasto invariato. In questi anni abbiamo visto il nostro sistema infrastrutturale perdere costantemente competitività».
Da qui alcuni dati sulla situazione infrastrutturale della Sardegna:
«Fatta 100 la media italiana sulle infrastrutture stradali, la
Sardegna negli ultimi 8 anni ha visto passare il suo indicatore da 64
del 2001 a 43 del 2008, assolutamente uno dei livelli più bassi
d’Europa. La vicenda della Olbia-Sassari è un esempio eclatante di ciò
che con continuità succede in Sardegna. Le levate di scudi
estemporanee lasciano spesso il tempo che trovano».
«Basterebbe poco per ribaltare la situazione, basterebbe la volontà
politica di metter mano alla nostra fiscalità in maniera chiara e
trasparente. Non abbiamo nulla da chiedere allo Stato italiano se non
che rispetti quanto scritto dallo statuto, perlomeno fino a quando non
raggiungeremo la nostra indipendenza nazionale. Allora potremmo
ragionare su cose ancora più interessanti».
|