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Red
8 novembre 2010
Bologna-Alghero, odissea documentata
Ecco il fresco racconto di un passeggero, Alessandra Cattogno, in cerca di rientrare ad Alghero nella giornata di sabato con un volo della nuova Alitalia

ALGHERO - Storie di ordinari disguidi per chi, per lavoro o piacere, è costretto a solcare il mare che separa la Sardegna dal resto dell'Italia fidandosi degli aeromobili (e delle compagnie) che dovrebbero assicurare quella continuità territoriale da tutti ricercata, ma troppo spesso non assicurata. Cronaca di un sabato sera da non augurare ad alcun viaggiatore dotato di poca pazienza: ecco il fresco racconto di un passeggero, Alessandra Cattogno, in cerca di rientrare ad Alghero nella giornata di sabato.
Volo Alitalia-Airone Bologna – Alghero. Orario di partenza ore 21.00. Ritardo previsto nessuno. E’ già questa di per sé potrebbe essere una notizia da sottolineare a caratteri cubitali, se si considerano i ritardi cronici a cui la pseudo – compagnia di bandiera ci ha ormai abituati da anni. Partenza regolare, viaggio tranquillo, fino a quando ci comunicano che per la presenza di una fitta nebbia su Alghero si è costretti a dirottare il velivolo su Olbia. Ci sta. Siamo in autunno e il tempo non sempre clemente può provocare variazioni di questo genere. La logica vuole che, come è accaduto altre volte, un autobus ci riporterà, seppur a notte fonda, verso la destinazione originaria. Ma la logica non è di questo mondo e tanto meno di Alitalia. Siamo stati trattenuti sul velivolo per quasi due ore, e durante l’attesa, forse qualche mente illuminata avrà pensato che un monsone passasse sui cieli di Alghero e improvvisamente spazzasse via la nebbia. Durante l’attesa ci è stato comunicato che dopo aver fatto rifornimento, con noi passeggeri sempre a bordo del velivolo, si sarebbe potuto ripartire, ma così non è stato. Nel frattempo a qualcuno è passata per la testa l’idea che forse non era stato fatto rifornimento sufficiente prima della partenza, e che non potendo farlo in volo, stile top gun, forse sarebbe stato meglio atterrare ad Olbia. Ma siamo solo sul piano delle supposizioni… e le due ore di attesa ci hanno consentito di trascorrere il tempo in modo creativo. Allo scoccare della mezzanotte, è prevalsa timidamente la logica e pertanto si è deciso di optare per la soluzione autobus. Resta il fatto che per l’ennesima volta i disservizi della nostra compagnia creano disagio e malcontento tra un’utenza ormai stanca e rassegnata alla mediocrità. Ma la good new è che questa volta almeno la partenza è stata puntuale!
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