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Red 20 agosto 2011
«Tagli agli sprechi, servono fatti»
Mario Bruno chiede fatti concreti e non annunci mediatici. «Da due anni e mezzo invece solo parole». Paura per la scuola, la sanità e il sociale
«Tagli agli sprechi, servono fatti»

ALGHERO - «E’ davvero singolare che la Giunta abbia voluto dichiarare che i tagli della manovra regionale non riguarderanno scuola, sanità e sociale. Un’affermazione che evidentemente ne contiene altre. Innanzitutto ci chiediamo cosa ci sia da tagliare ancora in una scuola già a pezzi, con tagli su tempo scolastico, discipline, classi e sezioni, in un sistema che non garantisce più la sicurezza, la vigilanza, la pulizia e la stessa apertura delle scuole in diversi nostri paesi, con tantissimi precari che rimarranno a casa e pochissimi immessi in ruolo». Così Mario Bruno, capogruppo del Pd in Regione, sui drastici tagli contenuti nella manovra del Governo, che graveranno pesantemente sulla Sardegna.

«Alla Sardegna, rispetto alla media nazionale dei tagli, che si aggira intorno al 7-8 per cento - precisa Bruno - sarebbe stato imposto un taglio netto del 10,90 che avrebbe causato la perdita di 698 posti in più rispetto ai 2.324 già previsti, con 3.022 docenti che verranno a mancare già da settembre. A questo va aggiunto il dato dei tagli nel personale amministrativo tecnico e ausiliario di 1.734 unità. Che altro tagliare, mi chiedo».

«Ci chiediamo cosa ci sia ancora da decurtare nel sociale - continua il capogruppo algherese del Partito democratico - oltre alla legge 162, per i tantissimi disabili gravi che hanno già visto tagliata in maniera notevole l’assistenza e la personalizzazione del servizio, o cosa ci sia ancora da tagliare nella sanità per la quale dobbiamo far fronte ad un disavanzo mostruoso, alla riduzione dei servizi, all’allungamento delle liste d’attesa e al blocco di ogni progetto di costruzione di nuovi ospedali, anche per via degli “scippi” operati sui FAS della Sardegna. Ci sarebbe da rendere efficiente la spesa farmaceutica e tutto il sistema sanitario regionale, invece che triplicare i costi come avverrebbe se passasse la riforma sanitaria del centrodestra».

«Ci chiediamo quali logiche si nascondano dietro gli altri tagli annunciati, per tutti i settori, e ormai inevitabili dopo due anni e mezzo di politiche dilatorie e complici del Governo che non hanno condotto alla revisione del patto di stabilità, aggravato dalle recenti manovre di Tremonti, all’ottenimento delle risorse dovute con la vertenza entrate fino alla paradossale impugnativa da parte del Governo del nostro collegato alla finanziaria proprio nella parte relativa al quadro delle entrate». «Si passi velocemente ai fatti, infine, nelle politiche relative all’efficienza ed ai tagli agli sprechi. Nella scorsa legislatura - ricorda Mario Bruno - abbiamo cominciato con determinazione: 13 enti del turismo, 9 in agricoltura, comunità montane, tantissimi consigli di amministrazione, da due anni e mezzo invece solo parole. Se serve, ben venga anche la task force, però ci vogliono fatti, non annunci. Subito».



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