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S.A. 31 agosto 2011
«Manovra iniqua e odiosa»
Cgil Sassari scende in piazza
In coincidenza con le oltre cento iniziative previste dalla Cgil nazionale contro la manovra finanziaria, anche la Cgil Sassari si prepara alla mobilitazione. Le novità da Roma sulla manovra
«Manovra iniqua e odiosa». Cgil Sassari scende in piazza

SASSARI - Sarà piazza Castello a ospitare martedì 6 settembre, dalle 10, il concentramento per la manifestazione di Sassari, in coincidenza con le oltre cento iniziative previste dalla Cgil nazionale contro la manovra finanziaria correttiva decisa dal governo. Lo ha reso noto stamane (mercoledì) il segretario generale territoriale della Cgil Antonio Rudas, in una conferenza stampa nella nuova sede dell'organizzazione in largo Budapest.

Anche il capoluogo del nordovest parteciperà dunque al grande sciopero generale di otto ore proclamato in tutta Italia per opporsi a un provvedimento «che affonda il Mezzogiorno, taglia i servizi, la sanità, l'assistenza e mette in serio pericolo i diritti dei lavoratori». Una manovra che, ha spiegato Rudas alla stampa, «è iniqua e odiosa, perché colpisce i soliti tartassati, le fasce deboli della popolazione, i pensionati e i lavoratori», lasciando invece indenni i redditi più alti, col ritiro dell'annunciata tassa di solidarietà frettolosamente cancellata dopo le resistenze di chi pur potendo pagare di più non paga mai.

«Le prime misure sono state ulteriormente peggiorate – ha aggiunto il segretario della Camera del lavoro di Sassari – con la cancellazione delle feste civili e laiche simbolo del nostro Paese, i rischi per le pensioni continuamente minacciate, addirittura le dispute continue nel governo tra chi dovrebbe stilare le misure della finanziaria e non fa che accapigliarsi giorno dopo giorno». In pericolo, in particolare, i diritti dei lavoratori, con la cancellazione del concetto di rappresentanza: «Mai nella storia della Repubblica i politici avevano osato mettere le mani sulla contrattazione sindacale»”, ha aggiunto Rudas, che ha ventilato l'ipotesi della sconsiderata diffusione del 'metodo Marchionne'. Ma questa manovra - secondo il sindacato - è negativa anche perché non prevede alcun provvedimento per la ripresa, in particolare del nordovest della Sardegna che da anni vive una crisi senza precedenti.

«In due anni e mezzo – ha spiegato il segretario – nessun accordo è stato attuato, e in particolare il nostro territorio, nonostante le ripetute rassicurazioni, è stato abbandonato». Anche per questo, ha concluso Rudas, è fondamentale un immediato ricambio della classe dirigente, a Roma e a Cagliari, arrivando a organizzare una grande manifestazione regionale unitaria sindacale per chiedere che questa giunta vada a casa: «Serve una nuova fase di resistenza, per cambiare il futuro fortemente compromesso della Sardegna e del Paese».

Verso una manovra-ter? L'annuncio è arrivato dopo un incontro tra il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, il collega della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ed i tecnici del Ministero dell'Economia: salta la norma che prevede l'intervento sulle pensioni. In particolare, si apprende da fonti di maggioranza, si starebbe valutando la costituzionalità del provvedimento che riguarda il mancato computo ai fini del calcolo dell'anzianità degli anni università e del servizio militare e che avrebbe riguardato una platea di 665mila persone. La perdita del gettito di circa 1,5 miliardi (500 milioni nel 2013 e 1 miliardo nel 2014) derivante dalla non adozione della norma sulle pensioni, verrà compensata da un'aumento della lotta all'evasione fiscale, con provvedimenti già allo studio. E che dovrebbero prevedere un inasprimento delle norme ed un coinvolgimento dei Comuni. Secondo i tecnici del Tesoro mancherebbero 5 miliardi alla manovra varata ad Arcore nella giornata di lunedì e una terza revisione pare sempre più inevitabile: sarebbe la terza in un mese.

Nella foto: Antonio Rudas



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