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Stefano Idili
13 aprile 2005
La continuità territoriale deve essere "low-cost"
I collegamenti con Londra, Barcellona e Francoforte hanno indubbiamente risollevato l’economia indigena e hanno permesso a molti turisti di scoprire le bellezze della Riviera del Corallo

ALGHERO – Il caos nei cieli sembra non avere termine. L’ultima polemica, in ordine di tempo, è il blocco imposto dall’Enac nei confronti della Ryanair in merito al collegamento Alghero e Roma-Ciampino. La situazione è palesemente fuori controllo. La Ryanair promuove l’avvio di un collegamento con la capitale a delle cifre, veramente, in regime di continuità territoriale, ma il presidente dell’ente nazionale di aviazione civile non reputa questo comportamento in linea con il decreto Lunardi. Secondo il Dott. Riggio, la Ryanair potrebbe senza alcun ostacolo attivare il suo collegamento da Alghero con Roma-Ciampino, ma a patto che la compagnia irlandese si allinei con le tariffe stabilite dal decreto Lunardi del 2000, cioè aumentandole fino ad arrivare a quelle imposte dall’Airone a tutti sardi. Ma per O’Leary, portavoce della Ryanair, l’aeroporto di Ciampino non rientra nel regime di continuità, non essendo menzionato dal Decreto Lunardi, che riferendosi al sistema aeroportuale romano non specifica l’appartenenza dello scalo di Ciampino, come invece risulta per gli scali milanesi. Per quest’ultimi, infatti, il legislatore, con un nota inserita appositamente sul decreto, ha evidenziato che gli scali di Malpensa, Linate e Orio al Serio fanno parte del sistema aeroportuale milanese, e di conseguenza devono sottostare al Decreto ministeriale. Questa polemica sulla pelle dei sardi è a dir poco disdicevole e non sembra sentirsi alcuna voce dei nostri rappresentati istituzionali. Tutti, i politici, gli imprenditori, si sono sempre dichiarati a favore della libera concorrenza, chi con qualche paletto chi senza limiti, ma appena il mercato, libero e concorrenziale, premia un’impresa per le sue ottime scelte di marketing e promozione, come nel caso della Ryanair, le grosse lobby del trasporto aereo nazionale non perdono tempo ad attuare fantomatici ricorsi, accolti e condivisi dall’ente che dovrebbe tutelare il trasporto aereo e i passeggeri in Italia. Può sembrare strano e difficile da digerire ma è piuttosto palese che quanto la Ryanair ha fatto per il turismo e per lo sviluppo locale nel breve periodo, anni di politiche turistiche locali, regionali e nazionali non sono state in grado di fare. Agli algheresi, ai sardi interessa una reale continuità, di merci e passeggeri, tra l’isola e il territorio nazionale ed europeo. I collegamenti con Londra, Barcellona e Francoforte hanno indubbiamente risollevato l’economia indigena e hanno permesso a molti turisti di scoprire le bellezze della Riviera del Corallo, anche in mesi “morti”, che da anni non vedevano così tanti turisti. Ed infine, il “low-cost” ha dato maggiore possibilità a sempre più numerosi algheresi di recarsi all’estero, per turismo, studio e lavoro, e nel caso di Girona anche per approfondire le proprie radici catalane. Intanto la compagnia irlandese ha annunciato che l’aeroporto di Alghero, insieme a Orio al Serio e Ciampino, diverrà il terzo polo nazionale con l’attivazione di nuove linee e nuovi uffici.
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