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Luigi Coppola 6 settembre 2005
In Sardegna parte la stagione polifonica
Due festival internazionali dalla prestigiosa tradizione confermano l’isola scrigno della cultura polifonica europea. A Portotorres debutta la XXII^ edizione del Festival Internazionale Voci d’Europa; a Cagliari il XIV Festival Concordia Vocis. Dall’otto settembre le migliori formazioni di canto vocale per una musica, punta d’eccellenza seguita e promossa in tutta Europa, meno nel nostro Paese
In Sardegna parte la stagione polifonica

PORTOTORRES – Saranno due le formazioni dirette dal maestro Luca Sannai che inaugurerà giovedì 8 settembre alle 21.00 nell’irripetibile scenario della Cattedrale di San Gavino a Portotorres, la XXII^ edizione del Festival Internazionale di Cori Polifonici, Voci d’Europa. “Testimonianze polifoniche fra tradizione ed avanguardia nell’Europa delle Nazioni”, così recita il titolo di questa rassegna, traccia che ispira i temi di riflessione e accomuna le quattro serate di concerti che termineranno domenica 11 nella stessa Chiesa madre turritana. Sono cinque i complessi internazionali che animeranno la rassegna Voci d’Europa 2005. Nella prima serata si esibiranno il Coro Polifonico Turritano ed il Complesso Musica Antiqua, entrambi diretti da Luca Sannai. Solista in produzioni di vari enti musicali, diplomatosi in Canto al Conservatorio di Sassari è vincitore del Concorso per tenore al Teatro Lirico di Cagliari dove dal 2003 fa parte dell’organico corale stabile. Dal 1996 dirige il Coro Polifonico Turritano, fondato nel 1959 da Antonio Sanna che l’ha diretto per 37 anni, diffondendone la specializzazione per la musica corale, annoverando un’attività artistica di circa mille concerti in tutta Europa, arricchiti da premi e riconoscimenti internazionali.
Autori del Cinquecento e Novecento caratterizzeranno il primo concerto del Coro Turritano: J. Campanus, J. Gallus, B. Bettinelli, J. Sandstrom, S. Dobrogosz, diviso in due parti. Nella stessa serata si esibirà il Complesso Musica Antiqua. L’ensamble si fonda in sestetto costituito in quattro archi: due violinisti Davide Soddu e Alessandra Cocco, Joele Lumbau alla viola e Giuseppe Fadda al violoncello. Completano la band Sergio Fois al contrabbasso e Luca Sirigu. Sono tre, i Cori esteri ospiti, che animeranno le restanti serate in cattedrale. Venerdì 9, canteranno il Vocal Ensemble “Les Jolies” e l’Hor “Svetozar Markovic”. Svedese e rosa, il primo gruppo è, infatti, costituito da 5 donne: Aja Ling, Inger Bjorkman, Ann-Louise Borlin, Anna-Karin Gedell e Maria Gedell. Nato nel 1992 è attivo in molti programmi radiotelevisivi di Svezia. Grazie ai riconosciuti meriti artistici, si è aggiudicato il premio Cultura della loro città e nel 2004 il premio Fyrstads Kulturpris. Il coro della società d’arte e cultura serba “Svetozar Markovic”, formatosi in gruppo misto consta di circa 60 giovani talenti diretti dal maestro Bozidar Crjanski. Al suo attivo, partecipazioni a numerose iniziative del settore in tutta Europa e nella stessa Serbia. E’ inglese di Londra, la terza compagine l’Hilliard Ensamble, ritenuto tra i primi complessi vocali nel mondo. Un quartetto che riunisce David James (controtenore), Rogers Covey-Crump (tenore), Steven Harrold (tenore) e Gordon Jones (baritono) e deve la sua popolarità all’alta qualità delle incisioni, edite EMI, Virgin e ECM. Il quartet si esibisce in tutto il mondo, soprattutto in Giappone, USA e Canada. Collabora con i più importanti musicisti e con celebri orchestre, BBC Symphony Orchestra, London Philharmonic Orchestra e Philadelphia Orchestra che hanno prodotto numerose colonne sonore di films. A corollario della manifestazione festivaliera Voci d’Europa, un prologo di due concerti sarà anticipato dalle stesse formazioni dirette da Luca Sannai. Stasera ad Ittiri nella Chiesa di San Pietro in Vincoli e mercoledì 7 settembre ad Osilo (Chiesa del Rosario) con inizio alle 20.30, i complessi eseguiranno musiche rinascimentali e contemporanee, fra le quali la Messa (coro, archi e piano) di Steve Dobrogosz. Una premessa che fa ben sperare anche nel segnale di corretta discontinuità offerta dall’amministrazione comunale. La città è tappezzata di locandine e striscioni che annunciano un festival troppo spesso non adeguatamente promosso, quale strumento di arte civica che tutto il mondo c’invidia.

Nella foto un coro Polifonico di esibisce nella Cattedrale di S. Gavino
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