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Luigi Coppola 14 settembre 2005
Il Misterioso Monk di Stefano Benni al Festival Abbabula
Un coinvolgente viaggio nella sua vita artistica, l’omaggio al gran compositore Thelonious Monk. Alla sala Sassu del Conservatorio di Sassari un evento clou del 7° Festival letterario musicale Abbabula. Lo scrittore bolognese autore del best seller Margherita Dolce Vita, accompagnato al piano dalle note d’Umberto Petrin. Prolungati i bis per l’ovazione finale del pubblico da tutto esaurito
Il Misterioso Monk di Stefano Benni al Festival Abbabula

SASSARI - E’ una seconda giovinezza che non conosce l’avanzare del tempo, la primavera di Stefano Benni, vitale personaggio della cultura contemporanea italiana, autore di un movimento letterario artistico senza confini. Platea gremita d’affezionati lettori che nell’attesa dell’avvio di scena, elencano la lunga collezione personale dei testi firmati Benni, nell’auspicio di una verga originale del loro beniamino, sulla copertina dell’ultimo libro custodito in borsa o sotto braccio. “…Monk è un pianista nero che ha cambiato la storia del jazz…” esordisce Benni, introducendo il reading che andrà ad esplorare i meandri vissuti del genio musicale americano, scomparso venti anni fa. Il viaggio che approda nell’originale versione voce/piano del brano Misterioso. Scritto in Italia, si sofferma sull’ultimo settennato, il più sofferto dell’esistenza del musicista, precocemente diagnosticato schizofrenico, chiusosi in un irrinunciabile silenzio, privo di qualsiasi momento creativo della lunga e geniale produzione che lo aveva elevato ai massimi altari del jazz mondiale. Misterioso è il motivo perciò un artista così grande, smette in un dato momento di suonare, lasciando amplificare il frastuono di tanti “artisti cattivi” e pagando col proprio silenzio, una solitudine ghettizzante aggravata da un razzismo imperante. Bianco e nero il filo sottile e drammatico del reading che trova nei toni caldi della narrazione di Benni, sui testi d’Allen Ginsberg, Dylan Thomas, Geoff Dyer, le note al pianoforte del Maestro Umberto Petrin. Cinquanta minuti crescenti staccati dai tempi jazzati (Evidence, Criss-Cross, Work) e dagli applausi incontenibili dell’ammaliato pubblico. “Perché parlare quando si sa suonare così…?”, l’interrogativo che conclude il recital. Fra i prolungati bis, bellissima la poesia di Benni: “Anima”, “Canzone per Nellly” (la compagna di Monk) e ancora brani tratti dalla sua prima raccolta poetica, “Prima o poi l’amore arriva”. Arriva l’ora del congedo: inevitabile il bagno di folla ma l’appuntamento è rinviato a più tardi dopo una meritata dormita. Stamane, (mercoledì 14) in uno spazio dedicato, una sorta di “dopofestival” nell’Abbabula Laboratori, a cura de Le ragazze terribili e Libreria Koinè (promotori della rassegna), Stefano Benni incontrerà in un’amichevole chiacchierata tutti coloro interessati ad approfondire tematiche a richiesta. L’incontro è fissato per le 11.00 presso i giardini della Facoltà di Lettere e Filosofia.
Il nuovo appuntamento in serata, sempre alla Sala Sassu alle 21.00 con “L’Uomo Flessibile”, Carlo Fava in concerto. Il Festival continuerà ad animare una settimana da non perdere.

VII° Festival di musica e parola d’autore Abbabula
Sassari 7-17 settembre www.leragazzeterribili.com/bloggabula/index.htm
19:20
Archeologia, trekking, musica e menù con protagonista il Carciofo Sardo Spinoso Dop. Appuntamento sabato 7 e domenica 8 marzo



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