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Pierpaola Pisanu
24 giugno 2006
Con i fuochi di San Giovanni Alghero saluta l´arrivo dell´estate
Intorno al falò fino a mezzanotte si sono radunati turisti ma soprattutto residenti nostalgici di quella che anni fa era la festa che sanciva l’inizio dell’estate

ALGHERO - Una festa che ha il sapore del tempo passato quella che ieri ha animato la piazza del Teatro. L’iniziativa promossa dall’associazione Obra Cultural de l’Alguer di riproporre la tradizione del fuoco di San Giovanni, ha attirato tanta gente. Intorno al falò fino a mezzanotte si sono radunati turisti ma soprattutto residenti nostalgici di quella che anni fa era la festa che sanciva l’inizio dell’estate. «Nella notte della vigilia i ragazzi accendevano fuochi in tutte le piazzette e le strade della città», ha ricordato Carlo Sechi. «Anche se la vera festa era quella che veniva organizzata davanti alla chiesa intitolata al Santo, dove venivano allestite bancarelle, lotterie e venivano accesi i fuochi». Oggi quest’usanza si è perduta. Lo scorso anno la ricorrenza è stata recuperata dall’associazione culturale algherese che già in passato l’aveva sporadicamente riproposta. Ma ora sta cercando di trasformarla in un appuntamento fisso. Per il prossimo anno si sta pensando di organizzarla come festa diffusa nella città, «Coinvolgendo magari i comitati di quartiere – ipotizza Sechi – affinchè ogni strada e ogni rione abbia il suo fuoco e la sua festa, recuperando così il vero spirito della ricorrenza». L’usanza diffusa in tutta l’area mediterranea, nei paesi catalano – parlanti assume un’altra valenza, perché celebra l’unità della lingua. Un particolare ricorda questo significato: la fiamma che ha alimentato il falò, nel grande braciere in rame, opera della comunità Rom, è stata prelevata dalla lampada portata ad Alghero diversi anni fa dal Canigò, luogo simbolo della catalanità. L’Obra Cultural ha arricchito la cerimonia con l’inaugurazione nella sue sede di una mostra fotografica dedicata agli antichi mestieri e con la proiezione di Minyonies, il filmato realizzato per fare da cornice lo scorso anno alle installazioni dello stilista Antonio Marras che restituisce ritratti e momenti di vita quotidiana dei bambini di Alghero, filmati negli anni cinquanta dal parroco della città Don Gallo.
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