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PPP
17 agosto 2006
Si fanno i conti di Ferragosto: divampa il malcontento
Alcuni commercianti hanno comunque ringraziato pubblicamente l’amministrazione comunale per la scelta, seppure all’ultimo minuto, di autorizzare con un’ordinanza l’apertura dei negozi a ferragosto

ALGHERO - Alghero cancella i fuochi. Castelsardo ringrazia. Il boom atteso nella Riviera del Corallo non c’è stato. Un sensibile calo del numero dei visitatori ferragostani si è avvertito anche nel fatturato di bar e ristoranti. Non si è verificato il tutto esaurito registrato negli anni scorsi nella festività di mezza estate. Enrico Daga, presidente provinciale dei ristoratori della Federazione dei Pubblici Esercizi di Confcommercio, punta il dito contro la scelta di stralciare i fuochi d’artificio dal programma delle manifestazioni estive: «Non si può cancellare così, senza un minimo di concertazione, una manifestazione che equivale ad un fenomeno sociologico – ha detto - E’ stata calpestata una tradizione che andava avanti da sessant’anni, azzerando così di fatto un momento in cui Alghero diventa punto di riferimento nel territorio. Il risultato è un malumore generalizzato». Un certo malcontento si respira anche nel comparto commerciale. La vittoria nella battaglia delle serrande, non sembra abbia portato a chiudere affari d’oro. Alcuni commercianti hanno comunque ringraziato pubblicamente l’amministrazione comunale per la scelta, seppure all’ultimo minuto, di autorizzare con un’ordinanza l’apertura dei negozi a ferragosto. Alcuni hanno girato per i negozi proponendo una raccolta di firme per esprimere il sostegno della categoria al sindaco Marco Tedde per la decisione di derogare la legge regionale sul commercio, nonostante i dubbi interpretativi. Altri hanno affidato il loro ringraziamento a cartelli improvvisati esposti in vetrina insieme alle offerte speciali. Ma non tutti sono così entusiasti per come si è evoluta la situazione. Chi non può lamentarsi di certo sono i supermercati ma altre categorie hanno risentito parecchio della flessione di visitatori. Altri avrebbero voluto aprire ma non hanno saputo per tempo del via libera. Il tam tam dell’emanazione dell’ordinanza sindacale infatti non ha raggiunto tutti. In molti ormai avevano rinunciato alla possibilità di lavorare nella giornata festiva: «Avrei aperto molto volentieri ma quando ho saputo dell’autorizzazione era troppo tardi per organizzare il personale e soprattutto per avvertire chi ci fornisce il pane, il prodotto che si vende maggiormente in queste giornate», ha detto il titolare di un market.
nella foto un cartello esposto in un negozio al centro storico
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