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Red
5 settembre 2006
Lettere alla redazione: «L´invidia sociale ha attecchito nella politica algherese»

ALGHERO - «La confusione, il contraddittorio è l’incoerenza sono di casa nella comunicazione in generale, ma dominanti nella politica algherese. Il culto dell’apparire resta, il chiodo fisso di chi nella realtà non riesce a distinguere la razionalità con cui devono essere affrontati i problemi quotidiani, dall’irrazionalità che fa prevalere la voglia d’apparire a tutti i costi come primi della classe, poi ci sono quelli che sono convinti d’essere più dotti degli altri. Purtroppo però non è proprio così, né dotti, né primi della classe. Questa rincorsa continua alla visibilità alimenta l’irrazionalità di chi è intento alla ricerca dell’apparire, e di chi ormai è cieco dall’invidia. L’invidia sociale gran male dei nostri tempi ha trovato terreno particolarmente fertile ad Alghero. Leggendo gli articoli pubblicati dal Vs. sito, il quale svolge ad Alghero un’ottima missione, si nota subito che gli argomenti affrontati sono sempre gli stessi, molti dei quali meritevoli d’approfondimento e di coinvolgimento sereno da parte di chi svolge un ruolo sociale e politico in città, cosa che quando accade purtroppo non sempre avviene con garbo, bensì in maniera aggressiva col solo scopo d’urlare a voce più alta, senza che la maggior parte delle volte traspaiano i contenuti che si vogliono trasmettere al lettore. Descrivere il problema è ben più agevole che non indicarne la soluzione, la critica è corretta quand’è propositiva, ma le proposte troppo spesso latitano, al contrario abbondano i contrasti retti dall’inerzia. La campagna elettorale è gia iniziata, le prossime elezioni amministrative sono vicine, si rispolverano i vecchi programmi, (sono simili da 25 anni a questa parte), si cercano nomi che servono solo a confondere l’elettorato, i veri candidati sono gli stessi che si candidano ad ogni competizione elettorale. La città ed il suo tessuto sociale ed economico vanno conosciuti bene, molto bene per potersi proporre alla guida, molti dei mali sono effetto di maleducazione, vedi gli schiamazzi notturni al centro storico e gli atti di vandalismo, così come la nascita di discariche abusive all’aperto, qui non si tratta solo di creare le condizioni per prevenire, sicuramente indispensabili, si tratta molto d’educazione da parte di chi confonde il proprio divertimento con la mancanza di rispetto verso il prossimo, o le proprie esigenze di sgombero magazzini, con la violenza all’ambiente. Quindi principalmente un problema d’educazione. In merito a ciò che è stato dichiarato pubblicamente riguardo al Lido Novelli, per chi conosce il funzionamento delle concessioni demaniali regionali, la vera regina della riviera del corallo è l’ipocrisia e il fare i conti in tasca agli altri. Del Lido Novelli se ne parla da 20 anni, chiaramente sempre in prossimità delle elezioni. Che dire del riferimento agli ecomostri (CARLOS V°), sull’argomento si scrive e si è scritto di tutto, ma un profano poco conoscitore della città d’Alghero, leggendo l’infinità d’affermazioni fatte nei confronti dei destinatari delle rimostranze capisce subito che non è normale che ogni cosa facciano questi signori, siano sempre bersaglio di movimenti popolari spontanei (quanto spontanei?), denunce alla magistratura, dispetti… Ma è possibile che a nessuno vengano in mente le centinaia di famiglie che vivono grazie al lavoro che questa famiglia d’imprenditori offre ad Alghero? Alghero non ha solo bisogno di sole e mare pulito, ha bisogno anche di professionalità ed offerta di servizi di qualità degni di una città turistica, senza per questo confondere il rischio imprenditoriale in proprio (costi di cantierizzazione, personale, imposte, interessi passivi ecc.), che sostengono quotidianamente i titolari delle intraprese, con la socializzazione dei profitti che sono proprio l’effetto di un calcolato rischio imprenditoriale. Perché invece di criticare e distruggere non si pensa a costruire con civiltà e coerenza una città proiettata al futuro, mettendo da parte l’invidia sociale, ed imparando a capire e credere che dietro un successo imprenditoriale c’è un grande, gran sacrificio. Questo discorso è valido per una molteplicità d’imprese locali, che vedono un miglioramento adesso che sono alla seconda generazione gestionale, sia esse nel campo alberghiero, ristorazione, commercio, artigianato ecc. La crescita passa necessariamente attraverso un confronto sereno, razionale, e dev’essere supportata dal coinvolgimento di forze sociali ed imprenditoriali positive, imprenditori che conoscono il rischio sia fine al profitto, ma anche alla qualità dei servizi o del prodotto. Creare opportunità lavorative non è facile di questi tempi, lo è ancora meno in una realtà povera come quella d’Alghero, dove se c’è una cosa che ancora è salda all’interno delle famiglie, questa è certamente la dignità, quella stessa dignità che hanno anche coloro che mantengono a proprio carico un tasso occupazionale di tutto rispetto, cosa che certamente sino ad oggi e sino a prova contraria, non hanno saputo fare né la politica locale, né tutti quelli che ogni giorno riempiono gli organi d’informazione ed i forum creati appositamente, di critiche e quant’altro col solo obiettivo di offendere e ridimensionare chi ha fatto la scelta di mettere a rischio anni di lavoro e sacrifici, propri e delle proprie famiglie e perché no, anche la propria salute. Purtroppo solo chi paga stipendi può capire quanto costa mantenere in piedi un impresa, gestire un progetto non è semplice, produrre reddito lo è ancora meno se non si è veramente capaci d’imporsi con competenza e mezzi. Alghero del futuro ha bisogno del coinvolgimento di chi conosce i veri rischi del fare, di chi sa trasformare l’idea in progetto, il progetto in azione, non certamente di una politica vanesia basata sulla soddisfazione personale di un fine carriera. Buon lavoro».
Con viva cordialità
Fabrizio Casu
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