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Marco Vuchich 20 aprile 2007
“Girotondo” per l’area Giordo
Politici e cittadini formano una lunga catena umana intorno alla mancata “Piazza dei Mercati”. Curedda lancia la proposta definitiva per risolvere l’annoso contenzioso con l’impresa costruttrice
“Girotondo” per l’area Giordo

ALGHERO - Il centro sinistra si è stretto compatto tra la gente, una protesta ufficiale contro quella “Piazza dei Mercati” che da cinque anni tiene in scacco una delle zone nevralgiche di Alghero. Ed è stato proprio di fronte al centro commerciale mai nato che oggi (venerdì), in tarda serata, si sono dati appuntamento il candidato a sindaco, Vittorio Curedda, e i leaders della sua coalizione, con un’azione dimostrativa dall’indubbio valore sociale che ha visto politici e cittadini reclamare insieme la conclusione dignitosa di quella che, da più parti, è considerata una ferita a cielo aperto. «Questo spazio -ha esordito Curedda- è l’eredità lasciataci dai nostri nonni e da quelli che prima di loro hanno saputo agire sempre per il bene della gente, costruendo la scuola e i giardini, tutte aree pensate come servizi fruibili dall‘intera collettività». Per Vittorio Curedda Alghero non può davvero pensare di attendere oltre e, prima di concludere il suo intervento dall’improvvisato palco, fornito dai pochi gradini che portano all’interno del mercato civico, lancia la sua sfida. E' il futuro dell'area Giordo. Una grande piazza pubblica con parcheggi interrati e servizi ai cittadini, il progetto che il centro sinistra intraprenderà qualora vincesse le elezioni. «La proposta che facciamo è molto semplice -spiega Curedda- chiederemo all’impresa edile di farci sapere quale è stata la spesa sostenuta fino ad ora. Noi conteggeremo l’ammontare del debito dovuto all’amministrazione per l’occupazione in tutti questi anni del suolo pubblico. Il disavanzo che ne scaturirà -conclude l’esponente dell’Ulivo- verrà restituito all’impresa, attraverso un mutuo che siamo disposti ad accollarci per riavere un spazio di importanza vitale per gli algheresi». La manifestazione finisce con un grande girotondo intorno all’isolato, a dimostrazione che le aree pubbliche non possono che essere di tutti, nel rispetto della legalità, delle norme urbanistiche, ma soprattutto nella presa di coscienza che una città sostenibile lo è davvero se pensata in termini di vivibilità e sviluppo equo e produttivo.
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