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23 aprile 2007
Caso Giordo: Interviene Giulio Spanu

Concordo grosso modo con una parte della ricostruzione storica proposta dal geom. Cadinu “sull’affaire Giordo”, come al solito la seconda parte non ha voluto raccontarcela! In effetti la pratica è stata portata avanti in maniera non ponderata circa le realizzazioni, anche da personaggi che militano nel centrosinistra, e che oggi, forse richiamati ad una più attenta riflessione, pensano di cavalcare la tigre che non hanno mai domato, ovvero parlare del problema senza averne capito il contorno reale e quindi apparendo certamente contraddittori. Premetto che sono stato personalmente contrario all’utilizzo misto pubblico privato dell’area, e non ho difficoltà a ricordare che alcuni dei personaggi del girotondo, hanno contribuito in maniera determinante a creare l’attuale situazione mostrum! Fatta tale premessa mi corre l’obbligo tuttavia di spiegare perché, allora, sono stato e sono uno promotori della denuncia! Da questo punto in poi Cadinu si ferma, cosi come fanno tutti: commentatori di Forza Italia, il Sindaco Tedde, che si distingue per un persistente silenzio, il vanitoso “Unito ai Giovani” che nulla mostra di sapere, ma si introduce nell’argomento per piaggeria e per stare vicino al sole. Sbagliano nel centro sinistra come nel centrodestra nell’attaccare ovvero difendere la scelta di per se! Io sono abituato a difendere, anche senza la condivisione, l’atto amministrativo in se approvato dagli organi preposti dalla legge. Il GIORDO, sulla sua destinazione, ha avuto varie approvazioni che ne hanno fissato i paletti sul piano della destinazione cosi come sul piano edilizio-urbanistico. Tale sarebbe dovuto essere attuato senza forzature, illegalità ovvero furberie e ove cosi fosse stato portato avanti, nessuno, pur storcendo il naso, avrebbe potuto o dovuto intervenire. E’ successo invece che, nella fase esecutiva, e questa fase, tutta appartenente alla gestione Tedde dal giugno 2002, si sono verificate tutte le contestazioni di merito e giudiziarie dell’attuazione progettuale. Dopo l’insediamento di Tedde è stata rilasciata una concessione edilizia che, in contrasto con gli strumenti urbanistici, consentiva di costruire ben 6.000 mc.circa in più, oltre che, in violazione di altri parametri del piano particolareggiato (distribuzione del verde, utilizzazione degli spazi di superficie). Dopo, e solo dopo la denuncia, quella concessione, la 186/02, è stata corretta ma solo per la cubatura e non per altri parametri urbanistici ovvero edilizi! Successivamente è stata chiesta una variante urbanistica non prevista e non dovuta. Non prevista perché le previsioni del bando di gara attenevano solamente ad una possibile variante al programma amministrativo, e non una variante urbanistica, non dovuta perché tra l’altro una tale variante avrebbe alterato oltre che la par condicio dei partecipanti alla gara ad evidenza pubblica per la scelta del contraente, anche il rapporto sinallagmatico delle permuta tra l’imprese e la pubblica amministrazione. Dall’esame di tali atti è spuntata, inoltre, l’ennesima furbizia del progetto, difforme tra quello di gara e quello posto a base della concessione edilizia e del contratto di permuta. Ora di tutte queste cose, in assenza di confronto politico, è stata interessata la magistratura che ha disposto un rinvio a giudizio per una prima parte ed è in corso l’udienza preliminare per stabilire l’eventuale rinvio a giudizio della seconda parte. Ebbene perché nel centrosinistra oggi ci sono state superficialità? Perché, invece di contrastare l’illegalità che si è prodotta a seguito della gara, hanno, smemorati attaccato tutto e tutti soprattutto il progetto che loro stessi avevano contribuito a mettere in campo approvando il project financing che avrebbe appesantito la zona e avrebbe consegnato gran parte dell’area pubblica al privato. Gli errori e la condiscendenza della maggioranza di centrodestra ci offrono oggi il destro per riflettere e rimediare ad un progetto sbagliato riportando l’interesse pubblico al centro della nostra azione! Guai però a farlo con furbizia e guai a confondere il progetto della legalità e la battaglia per il rispetto delle regole, che deve essere un patrimonio di tutti, con una sterile propaganda elettorale. Pur partecipando alla manifestazione, dopo i toni di una contestazione priva di sostanza, non ho ritenuto di condividere il girotondo e quindi il richiamo contraddittorio di chi vuole riappropriarsi dell’area che prima ha contribuito a snaturare. Serietà impone che le azioni vengano indirizzate a viso aperto, correttamente ed in maniera non equivoca, contro chi politicamente consente che venga perpetuata l’illegalità come il sindaco Tedde il quale, come Giano bifronte si costituisce parte civile nei processi e poi nelle stanze del potere si adopera e fa promuove incontri per supportare non l’interesse pubblico, ma chi non ha saputo rispettare le regole. Trasformare oggi la qualificazione giuridica del programma avviato con il bando per l’individuazione pubblica del contraente, e con una capovolta interpretativa dichiararlo opera pubblica significa esporsi a un grave inquinamento che prontamente segnaleremo e denunceremo. Per il centrosinistra, se non comprende il valore superiore che ha mosso la contestazione, e l’obbiettivo finale che lo sottende, che è l’interesse pubblico che nulla ha a che vedere con la propaganda, consiglio l’adagio: ” un bel tacer non fu mai scritto”.
Giulio Spanu
Partito Sardo d’Azione
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