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Red 18 gennaio 2020
Polo penitenziario Uniss da record
Il Polo universitario penitenziario dell´Università degli studi di Sassari supera i sessanta iscritti ed investe su nuovi servizi. Pubblicato il nuovo bando per i tutor


SASSARI - Il Polo universitario penitenziario dell'Università degli studi di Sassari supera per la prima volta i sessanta studenti iscritti. «Un traguardo che conferma e rafforza quanto già ottenuto negli scorsi anni, in cui siamo passati dai quaranta ai cinquanta studenti - afferma Emmanuele Farris, delegato del rettore per il Pup – Dei nostri sessantasei studenti, ben trentacinque sono nuovi immatricolati. Per la prima volta siamo presenti contemporaneamente in cinque istituti penitenziari sardi (Alghero, Nuoro, Oristano, Sassari e Tempio) e in cinque istituti peninsulari (Cuneo, Regina Coeli, Rossano Calabro, Sulmona e Tolmezzo), dove abbiamo studenti in tutti i circuiti di detenzione, dalla media sicurezza al 41bis. I nostri studenti in regime di detenzione studiano in quindici corsi di laurea diversi, afferenti ai Dipartimenti di Agraria, Scienze economiche e aziendali, Giurisprudenza, Storia, Scienze dell’uomo e della formazione e Scienze umanistiche e sociali». Ma l’alto numero di studenti, costantemente in crescita negli ultimi cinque anni, la loro distribuzione geografica in Sardegna e sulla Penisola, e l’eterogeneità dei circuiti detentivi, pongono notevoli problemi gestionali. Come affrontare questa domanda crescente, e come dare risposte adeguate a utenti così differenti e talvolta così lontani dalla sede universitaria? «La qualità si costruisce anno dopo anno - spiega Farris – Noi stiamo investendo su tre assi principali: il rafforzamento del partenariato istituzionale; l’incremento delle risorse umane; l’introduzione di servizi informatici negli istituti in cui operiamo».

Il modello Pup si basa su un partenariato istituzionale diffuso, costantemente arricchito e rinforzato. «Al centro vi è l’intesa tra Università e amministrazione penitenziaria, con la quale abbiamo stabilito negli anni un’interazione davvero proficua e stimolante, un bel modello, a nostro modo di vedere, di collaborazione tra istituzioni ed efficientamento della macchina amministrativa statale – prosegue il delegato - In particolare, con il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria di Cagliari, oltre ad un Protocollo d’intesa del 2014, che sarà rinnovato e implementato nei prossimi mesi, abbiamo convergenza di vedute e di intenti, pur nel rispetto dei diversi ruoli. Contemporaneamente, data la nostra presenza in molti istituti penitenziari peninsulari, e soprattutto perché siamo il Pup italiano con il più alto numero di studenti detenuti in Alta Sicurezza e regime 41bis, abbiamo un dialogo costante e molto positivo con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria di Roma. A queste partnership, che possiamo definire “strutturali”, se ne aggiungono altre essenziali per la riuscita del progetto, con il Tribunale di sorveglianza di Sassari, Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità e il nostro Ente per il diritto allo studio universitario, Ersu Sassari (partner fondamentale di questo progetto), che da anni eroga fondi per l’acquisto di libri di testo destinati agli studenti detenuti».

I detenuti che vogliono intraprendere un percorso di studi universitari manifestano il bisogno di un’interazione diretta con il personale universitario. Anche quest'anno, l’Università di Sassari ha garantito da parte di docenti ed amministrativi dell'Ateneo tre servizi avviati lo scorso anno: l'Orientamento per diplomati a luglio 2019, il supporto amministrativo per le iscrizioni in carcere ad ottobre e novembre 2019, l'accoglienza in ingresso dei nuovi studenti a dicembre 2019 e gennaio 2020. Un'azione capillare, che ha visto l'adesione di un numero elevato di docenti (quindici referenti dei Dipartimenti e dei corsi di laurea) e di personale amministrativo dell'Università (sedici unità). Ma la vera novità rispetto allo scorso anno è l’attivazione, a partire da luglio 2019, della Segreteria del Pup: si tratta di un servizio importantissimo per supportare gli studenti detenuti nella gestione della propria carriera universitaria, reso possibile dall’utilizzo delle risorse derivanti dal fondo premiale da 220mila euro ricevuto (unico ateneo in Italia) nel 2018 dal Miur. Su questo fondo, dopo le ventitre posizioni per tutor bandite lo scorso anno, che hanno permesso di erogare complessivamente 1700 ore di tutoraggio a trentaquattro studenti, quest’anno si replica con un nuovo bando per diciassette tutor (trentatre studenti beneficiari per un totale di 1542 ore), con scadenza lunedì 20 gennaio, alle 13, pubblicato sul sito internet dell'Uniss.

Per il rettore Massimo Carpinelli, «il Polo universitario penitenziario è un presidio di inclusività, che l'Università di Sassari intende implementare anche in futuro, in un'ottica di miglioramento continuo delle proprie politiche di apertura e radicamento territoriale, destinate ad utenze con esigenze specifiche, tra le quali appunto gli studenti in regime di detenzione. Il Pup è anche uno strumento per potenziare le sinergie con gli altri trenta atenei italiani che realizzano attività didattica in ambito penitenziario, riuniti da aprile 2018 nella Conferenza nazionale universitaria dei poli penitenziari, in cui il nostro Ateneo ha un ruolo di coordinamento, facendo parte insieme a Torino, Pisa, Padova e Napoli Federico II del Direttivo nazionale in carica». Prossimamente, il Polo universitario penitenziario dell’Università di Sassari si impegnerà per la realizzazione di aule didattiche nei penitenziari e l’introduzione di servizi informatici.

Nella foto: il rettore Massimo Carpinelli
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