«Abbiamo espresso un disagio ed un potenziale desiderio, ma non siamo stati capaci di fare di più, succede»
ALGHERO – Tutto ebbe inizio con la
denuncia a mezzo stampa di Arnaldo Cecchini, professore presso la facoltà di Architettura di Alghero, che vedeva il centro storico cittadino lentamente impoverirsi e perdere il ruolo storico di cuore pulsante della città. Era agosto e l’occasione per gridare il disagio di tanti abitanti o semplici frequentatori della città murata, fu l’annunciata chiusura dell’ultimo negozio di generi alimentari in Piazza Civica. Prima la rimozione delle cassettine delle lettere, poi la chiusura dello storico Circolo dei Marinai, tutti segnali forti ed inequivocabili, secondo Cecchini, di una città che pian piano perde la propria identità in nome di un “Turismo” poco cercato e per nulla ponderato. E così aumentano i prezzi, molti esercizi aprono solo per un certo periodo all’anno, si attirano i turisti peggiori, si accresce l’impatto sugli spazi, si riducono le occasioni di incontro e scambio tra nativi e turisti, si incrementano i costi pubblici di gestione e manutenzione urbana. Grazie anche ad
Alguer.it ed al suo Forum, quella che inizialmente era una semplice constatazione dei fatti, è diventata una presa di coscienza di tanti cittadini, uniti a difesa di “Fort Alamo”. E cosi dopo qualche tempo si è passati ai fatti, con alcune riunioni partecipate, nelle quali si provavano a definire delle linee comuni d’intervento. Adesso però, dopo alcuni mesi di silenzio, arriva la “lucida” e “sconsolata” presa di coscienza di Arnaldo Cecchini: «Abbiamo espresso un disagio ed un potenziale desiderio, ma non siamo stati capaci di fare di più, succede». Poco ascoltati dalle istituzioni e molto distratti dalla frenesia, anche algherese, della quotidianità, per ora, pare si sia persa l’occasione di influire e partecipare attivamente alle decisioni che investono il Centro Storico di Alghero. Una cosa è certa: non è un obiettivo facile.