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Antonio Sini
26 aprile 2004
A 180’ dalla fine l’Alghero è a un passo dal Paradiso
Un’intera città, stretta intorno a una squadra che si sta impegnando allo spasimo per tornare nel calcio che conta dopo 12 anni. Gioiscono i quattro temerari dirigenti, Columbano, Sechi, Enna e Giorico

E l’Alghero va. Vola verso il paradiso, nell’ anno del suo cinquantenario dalla fondazione. Vola l’Alghero e volano i sogni dei suoi tifosi, sogna un’intera città, stretta intorno a una squadra che si sta impegnando allo spasimo per tornare nel calcio che conta dopo 12 anni. Dodici anni trascorsi nell’anonimato dei dilettanti sardi, fra alti e bassi e con “un seguito” che si assottigliava sempre più. Ma oggi si gode, e gioiscono quattro temerari dirigenti, Columbano, Sechi, Enna e Giorico, che comunque vadano le cose la loro scommessa l’hanno già vinta: L’Alghero a 180’ dalla fine è capolista, e si possono godere una settimana da “leoni”, alla faccia di tutti quei “gufi” che sono contro a prescindere. E’ il calcio in ogni città. Ad Alghero ancora di più, frazionata da una miriade di società ognuna con il suo presidente che …vorrebbe vincere! Ma l’Alghero quest’anno ha qualcosa in più, non chiedeteci cosa sia, sarà la musa del calcio, sarà il culo di… Alvardi, saranno i suoi miracoli con i giocatori che ha a disposizione, prime scelte per la categoria! Primi in classifica a un solo punto dall’indomita Tavolara, un punto di vantaggio che dobbiamo tenere stretto sino alla fine. Domenica siamo passati ad Arbus con un perentorio 4 a 1, ma è stata dura, altro che passeggiata in zona sulcitana contro una squadra retrocessa! Gioco non esaltante ci confidano via etere i nostri colleghi, ma praticità e cinismo da prima della classe! Al diavolo il bel gioco, ora contano i punti, solo questi, chi va in cerca di “spettacolo” vada al …circo, al Mariotti domenica prossima arriva la Nuorese il desiderio di tutti è fare risultato, e il bel gioco magari lasciarlo ai Barbaricini. Ma l’Alghero ormai è in tira, è entrata in trance agonistica, può temere solo se stessa, ecco possiamo dire che l’Alghero si gioca il suo destino. Non ci sono altri, siamo solo noi che decideremmo il nostro destino verso il Paradiso della Promozione in serie D. Il nucleo “storico” degli algheresi, formato da Gallotta, Salaris, Maninchedda, Nieddu Max, Malfitano ed Enna, sono stati la colonna spinale dell’Alghero, farcita dai tre argentini Ghini Zanirato e Banco, e dai bravissimi Borrotzu, Nieddu Nic, e Stocchino, i giovani locali quali Crabuzza Urgias e Serra sono stati il valore aggiunto. Pierangeli è stato il portiere che tutti vorrebbero avere, che altro dire?
Considerato che la società, ovvero i quattro temerari che abbiamo citato poco sopra, sta compiendo una sforzo immane, si invitano tutti gli sportivi veri a gremire domenica lo stadio Mariotti, per sostenere la squadra e spingerla verso la vittoria. Non sarebbe sgradita la presenza del primo cittadino di Alghero Marco Tedde, a tifare con il suo entourage politico, per dare all’avvenimento quel tocco di eccezionalità che riveste. Forza Alghero e grazie da parte del popolo giallo rosso per tutto quello che hai fatto sinora con grande umiltà e tanto sudore!
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