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Marcello Moccia
19 maggio 2004
Sardegna Camp, connubio tra sport, vacanza e divertimento
L’evento sportivo si terrà ad Alghero dal 22 al 28 giugno e dal 29 giugno al 5 luglio ed è dedicato a giovani calciatori e calciatrici tra gli otto e i quattordici anni

Una settimana di divertimento e di perfezionamento tecnico in compagnia di alcuni giocatori di serie A, B, e C, con allenatori qualificati provenienti dal settore tecnico della Figc si terrà ad Alghero dal 22 al 28 giugno e dal 29 giugno al 5 luglio per giovani calciatori e calciatrici tra gli otto e i 14 anni.
Si tratta del Sardegna Camp 2004 edizione numero cinque. Tutto iniziò sette anni fa sotto il nome di “Inter Campus”. Successivamente, nel 2001, fu la volta del Parma Campus.
Da tre anni a questa parte la manifestazione si svolge con la partecipazione di squadre e giocatori provenienti dall’intera isola. «Sarà un’ occasione unica - spiega il coordinatore del Sardegna camp prof. Francesco Messina - per poter trascorrere una settimana all’insegna dello sport e del puro divertimento. Qui i ragazzi (circa 60 ndr) dovranno fare vita di gruppo, convivere con regole di vita abbastanza rigide, rispettare degli orari e confrontarsi con realtà diverse, dato che verranno a contatto con ragazzi provenienti da tutti i settori giovanili della Sardegna. Sono previsti due allenamenti al giorno, con metodi di preparazione totalmente diversi da quelli solitamente svolti. Non solo lavoro però: sono previste attività ricreative in piscina ed escursioni lungo la Riviera del corallo e nelle suggestive grotte di Nettuno. Sardegna Camp è l’occasione per vivere un’esperienza indimenticabile sperimentando i segreti del calcio sotto la guida di tecnici di grande prestigio e esperienza. Ogni anno il nostro traguardo è quello di migliorare ancora le capacità tecniche e di gioco dei ragazzi, ma anche e soprattutto di condividere un’importante esperienza di vita. Non andiamo alla ricerca dal campione. Anzi il nostro motto è totalmente diverso. A fine manifestazione non premiamo colui che ha realizzatoli gol più bello, ma bensì il calciatore che, ad esempio, ha tenuto più pulita la camera assegnatagli. Vogliamo trasmettere quei valori che la società odierna va perdendo. Lavoriamo, inoltre, per curare gli aspetti emotivi, affettivi e sociali. I tecnici seguiranno i ragazzi praticamente 24 ore su 24. Lo faranno a rotazione così ogni giocatore potrà conoscere e socializzare con tutti i componenti lo staff. Oltre ai tecnici responsabili del lavoro in campo, ci sarà anche uno staff psico-pedagogico formato da psicologa, pedagoga e docenti di scienza motorie. Completano il quadro insegnanti Isef e allenatori di base. In definitiva possiamo definire il campus come una vacanza-studio. Ci siamo prefissati di trasmettere ai ragazzi un ottimo bagaglio tecnico. Loro apprendono da noi, e noi tecnici cerchiamo di capire le loro esigenze e capacità. Ogni anno riceviamo i consensi da parte delle maggiori scuole calcio sarda, il che ci inorgoglisce e aggiunge entusiasmo al nostro lavoro».
La giornata tipo dei giocatori prevede la sveglia alle 8, colazione e primo allenamento alle 10.30 dalla durata di un’ora e mezza. Segue il pranzo, qualche sbracciata in piscina succeduta da un’alta seduta di allenamento, alle 16.30, dalla durata di due ore. Si prosegue con la cena e da una passeggiata per la città catalana che in quel periodo dell’anno conosce l’inizio del boom delle presenza estive. Alle 22.30 tutti a letto. I ragazzi saranno alloggiati all’hotel Green Sporting, mentre l’attività avrà luogo presso la struttura dell’Amatori rugby Alghero, a Maria Pia, e nell’impianto in erba all’interno della pista di atletica leggera sempre a Maria Pia. Il Sardegna Camp si avvale di uno staff tecnico tutto sardo di prim’ordine. Oltre a Francesco Messina gli altri componenti dello staff organizzativo arrivano dal ricco vivaio del Latte Dolce ossia Mino Sotgiu, allenatore giovanissimi, Alessandro Maninchedda, all. allievi, e Mario Pompili preparatore dei portieri. Il tutto si svolgerà sotto l’attenta regia di Bernardo Mereu che ricoprirà la veste di coordinatore tecnico del campus. «Il Sardegna Camp - afferma Bernardo Mereu - è una sorta si scuola calcio sui generis in cui l’allenatore applica un concetto quasi scoutistico. Non bambini in funzione del calcio ma bensì il calcio come proposta di incontro e di crescita per i più piccoli. Fra i sei e i dieci anni è irrazionale parlare di schemi e di ruoli: bisogna piuttosto trasmettere la gioia del gioco e in essa inserire la conoscenza dei fondamentali di questo sport». Nelle precedenti quattro edizioni il Sardegna Camp ha centrato appieno questo obiettivo.
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