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Antonio Sini
17 giugno 2004
Columbano, “ho lasciato l’Alghero, con grande rammarico”
Colpito dal “mal di calcio” l’ex presidente della squadra giallorossa cerca una collocazione nell’ambiente dello sport locale

Toti Columbano, ormai ex presidente dell’Alghero, comincia a metabolizzare il distacco dalla Società, non l’ha presa molto bene, dimostrando in definitiva anche lui è stato colpito dalla sindrome del calcio, che quando viene è di difficile guarigione. Ci è parso di capire che gli manca l’Alghero, gli manca e…sta cercando con grande sofferenza di colmare questo vuoto, sempre nel mondo dello sport. Ma l’Alghero è l’Alghero. Sei anni nella Polisportiva, sono pur sempre un pezzo di vita trascorsa al mitico Mariotti, fra successi e delusioni, sempre vissuti con grande pacatezza.
Dopo otto giorni da divorzio consensuale Toti Columbano con un pizzico di amarezza ritorna sul tema: “ho lasciato l’Alghero per il bene della Polisportiva, con grande rammarico, perché ho lasciato una mia idea che si è sviluppata nell’arco di sei anni, attraverso degli alti e bassi è riuscita quest’anno a raggiungere il traguardo massimo”.
Cosa ne pensa dell’azionariato popolare proposto dalla Polisportiva in questi giorni?
“Questa idea l’avevamo ventilata circa quattro anni fa, ma ritengo che sia di difficile attuazione, in quanto non garantirebbe una gestione snella della società”.
Ma è meglio gestire una società in molti o in pochi?
“ L’ideale sarebbe essere da soli, ma ad Alghero ritengo non ci siano forze tali da poter far fronte alla esigenza di un campionato di questa portata, pertanto è necessario coagulare e far convergere più potenzialità . L’importante è che si riesca a parlare lo stesso linguaggio, e che si vogliano raggiungere gli stessi obiettivi senza che altri impongano le proprie idee”.
Giuseppe Sechi è oggi il presidente dell’Alghero, cosa ne pensa?
“ Giuseppe Sechi ritengo sia la persona oggi più idonea a ricoprire questo incarico, anche se dovrà dedicare molto tempo alla Polisportiva, sottraendolo, se potrà, alla sua attività imprenditoriale. C’è bisogno di una presenza costante e vigile”.
Se potesse tornare indietro rifarebbe esattamente quello che ha fatto?
“ Ho fatto l’impossibile pur di rimanere, ho cercato la mediazione sino all’ultimo, anche prima di cedere le mie quote, societarie, ma invano, proponendo oltre l’ingresso di Antonello Cuccureddu anche l’allargamento ad altri soci, tutte persone che conoscono bene il mondo del calcio, gente come l’Ing. Corrado Sanna, Antonello Lorenzoni, ho proposto financo il nome di Bruno Meloni, l’importante era mantenere un equilibrio societario nella ripartizione delle quote. Immaginate la potenzialità di una società con otto soci di questo livello?”
Rimarrà nello sport e nel calcio?
“ Certamente si, non voglio disperdere il bagaglio d’esperienza e conoscenze che ho acquisito nell’arco di si sei anni, sto valutando le diverse proposte che mi sono state fatte”.
Non si è mai citato Riccardo Giorico….
“E’ stato casuale, ritengo che Riccardo sia un giovane dalle grosse potenzialità, ma che deve liberarsi dalla irruenza del sentirsi tifoso più che dirigente. Se riuscirà a rimanere nell’alveo di senza straripare sicuramente potrà produrre qualcosa d’importante per l’Alghero”.
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