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Franco Cano
11 gennaio 2009
Pietro Canalicchio fa il punto sull´Olmedo
L’Olmedo calcio occupa la seconda posizione nella classifica del campionato di promozione regionale

OLMEDO - Alla fine del girone di andata l’Olmedo calcio occupa la seconda posizione nella classifica del campionato di promozione regionale, un traguardo non casuale per una compagine che da anni tenta di approdare nella massima espressione calcistica regionale. Abbiamo sentito Pietro Canalicchio, presidente della società bianco verde e insieme a lui, abbiamo fatto un’analisi di questo primo scorcio di stagione.
Il campionato è al giro di boa e l’Olmedo si trova al secondo posto in classifica, in condominio con il Villacidro. Eppure, soltanto due settimane fa occupava saldamente la prima posizione. Che cosa è successo?
«C’è stata innanzitutto una sfavorevole concomitanza di risultati: la Torres che doveva recuperare il turno di riposo, ci ha scavalcati di due punti in classifica, per poi allungare in occasione della nostra pausa. Alla ripresa, poi, siamo incappati nella rocambolesca sconfitta interna con l’Usinese, un risultato che combinato con la contemporanea vittoria dei sassaresi ha ulteriormente allungato il divario. Dico rocambolesca, perché seppur in vantaggio di due gol non siamo stati abbastanza freddi da gestire al meglio il risultato e come si sa nel calcio. Devo ammettere tuttavia che la Torres ha certamente qualcosa in più di noi e che al di là dei singoli episodi sia certamente la squadra più accreditata alla vittoria finale. Noi siamo in seconda fila, in coabitazione con altre squadre costruite per disputare un campionato di vertice: Villacidro, Ilvamaddalena e la stessa Usinese che mi impressionato positivamente».
La Torres ha un vantaggio di nove punti. Domenica osserverà un turno di riposo; una ghiotta occasione per ridurre lo svantaggio, anche se poi, come nel girone di andata, anche voi dovrete riposare. Crede sia possibile riprendere i rossoblu o crede sia più saggio guardarvi alle spalle da avversari come il Villacidro per conquistare quel secondo posto che garantisce il passaggio in eccellenza?
«Beh, personalmente sarei felicissimo se riuscissimo a riprendere la Torres, ma credo sia molto più saggio guardarci alle spalle. Lei ha parlato del Villacidro, ma io non credo che sia l’unica squadra in grado di impensierirci. Ci sono altre società che hanno investito molto, società con un passato importante alle spalle: basti pensare al Ghilarza, al Buddusò, all’Ilvamaddalena e, ripeto, alla stessa Usinese che proprio domenica ci ha dato un grande dispiacere. Il credo che alla fine la lotta per il secondo posto si restringerà a quattro-cinque squadre. La Torres, ripeto, è già virtualmente in eccellenza, in virtù di un organico di categoria superiore, di una platea dal palato fine e soprattutto di una società esperta. Con queste caratteristiche è più facile dare continuità ai risultati; noi abbiamo ancora bisogno di fare esperienza e come le squadre che ho già nominato, dobbiamo scendere in campo con la mentalità di chi sta per disputare una finale,gara dopo gara. Da un punto di vista emotivo è dunque per noi molto più facile commettere errori».
Dopo la sconfitta interna con l’Usinese, il quotidiano La Nuova titolava: “L’Usinese mette a nudo l’Olmedo”. Quali sono secondo lei i punti forti e i punti deboli della sua squadra?
«In effetti l’Usinese ha messo a nudo l’inesperienza di cui parlavo prima: la gara si era subito messa in discesa e dopo una ventina di minuti conducevamo già per due a zero. Abbiamo gestito bene il vantaggio, creando anche qualche occasione per arrotondare il risultato. Poi, come spesso succede nel calcio, il gol dell’uno a due ha riacceso l’ entusiasmo nei nostri avversari, che grazie ad una nostra disattenzione sono riusciti a pareggiare. Così, vuoi per la fretta di riportarci in vantaggio, vuoi per il timore di cedere altri punti, abbiamo commesso il più classico degli errori: offrire il fianco al contropiede avversario. D’altra parte il calcio è questo: spesso si raccoglie al di là dei propri meriti, così come a volte si semina tanto senza raccogliere nulla; è una legge non scritta, che nell’arco di un campionato funge tuttavia da elemento di compensazione. Insomma: se è vero che a volte pur giocando male abbiamo vinto, dobbiamo saper accettare la sconfitta al termine di una buona gara. Per quanto riguarda i punti forti … beh … credo che l’Olmedo stesso, sia di per sé un elemento di forza, poiché costituito da un gruppo di dirigenti validi e attenti alle esigenze della squadra, perché ha al timone un allenatore di grande esperienza, un gruppo di giocatori che pur essendo tesserati per una squadra dilettantistica, hanno un comportamento da veri professionisti, ma soprattutto perché l’Olmedo calcio ha alle spalle un pubblico fantastico, un intero paese che quest’anno, più che mai, si è stretto attorno alla squadra, nel comune intento di spingerla verso un traguardo storico. Sì, sono davvero fiero di questo gruppo e di essere presiedere questa società».
Volendo cercare una sorta di corrispondenza biunivoca gioco-punti, crede che l’Olmedo meriti l’attuale posizione in classifica?
«Valutando i punti conquistati al di là dei nostri meriti e quelli persi in maniera maldestra, credo onestamente che l’Olmedo meriti l’attuale posizione, anche perché, come dicevo prima, i risultati si compensano. A La Maddalena, ad esempio, abbiamo perso una gara dominata in lungo e in largo; al contrario, abbiamo vinto contro il Montealma dell’amico Manunta, una squadra che ci aveva dominato, dimostrando di non meritare l’attuale posizione di classifica. Insomma: credo che la seconda piazza sia lo specchio fedele del campionato sinora disputato dall’Olmedo».
Lo scorso anno lei ha preferito “disintossicarsi” un po’ dal calcio, dopo un quinquennio segnato da due promozioni e due spareggi. Ora che ha deciso di rientrare e ammesso che la Torres sia davvero irraggiungibile, cosa sente di poter promettere ai tifosi?
«Non sono abituato a far promesse che magari non riuscirò a mantenere, specialmente nel calcio, uno sport dove non esistono certezze. Sarebbe bello però affrontare squadre che hanno fatto la storia del calcio in Sardegna; il prossimo anno, poi, nel campionato di eccellenza potrebbero ritrovarsi squadre di valore assoluto: Torres, Nuorese, Calangianus, Fertilia, La Palma tanto per citarne qualcuna. Posso però solo promettere che farò del mio meglio perché questo sogni si avveri e per dare agli olmedesi questa grande soddisfazione».
Nella foto: Pietro Canalicchio
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