«Credo sia fondamentale, promuovere degli incontri periodici con tutte le realtà presenti nel territorio di Alghero, per evitare spacevoli incomprensioni e sprecare importanti risorse»
ALGHERO - La realtà calcistica algherese, un tempo caratterizzata dal dibattito e dalla partecipazione attiva delle varie società, sembra vivere un momento di "forzata riflessione". Il fatto, certamente insolito, pare configurarsi in una logica forse troppo di parte, che non lascia spazio a tutte quelle realtà che certamente meriterebbero maggior attenzione. Il Quotidiano di Alghero ha intervistato il prof. Salvatore Columbano (
nella foto), ex presidente della Polisportiva Alghero, delegato regionale Figc uscente e candidato per a ricoprire il medesimo ruolo nelle
elezioni del prossimo 14 febbraio.
Visto da fuori, lo scenario calcistico algherese presenta una realtà dove tutto sembra ruotare attorno alla Polisportiva Alghero. Non traspare quasi mai, specie dal punto di vista giornalistico, la volontà di aiutare le realtà cosiddette "minori", a ritagliarsi uno spazio tale da far sentire la propria voce. Che cosa ne pensa?
«Credo sia fondamentale, promuovere degli incontri periodici con tutte le realtà presenti nel territorio di Alghero, per evitare spacevoli incomprensioni e sprecare importanti risorse. In modo particolare, bisognerebbe coinvolgere i dirigenti delle cosiddette società "minori", perchè non si sentano dei semplici portatori d'acqua e far di tutto perchè diventino punto di riferimento, alla pari degli altri, dell'intero movimento calcistico algherese. L'ideale sarebbe creare una sorta di circuito virtuoso, dove le varie professionalità vengano messe a disposizione di tutti, nel comune intento di migliorare e dare un'immagine positiva della città. Qualora, poi, all'interno di qualche società emergesse un giovane interessante, è ovvio che esso andrebbe dirottato verso la società occupante il gradino più alto. Chi mi conosce sa che ho sempre predicato a favore dei nostri giovani e oggi sono più che mai convinto che prima di cercare altrove la soluzione ai nostri problemi, dovremmo guardare con molta attenzione in casa nostra.Per questo vedo di buon occhio il recente incontro tenutosi fra le società cittadine, promosso dall' amico Corrado Sanna; so che sono state avanzate molte proposte e ipotesi di collaborazione. Non posso che esserne contento e auspicare che a quell'incontro ne seguano altri. Un evento di quella portata, conoscendo la mentalità degli algheresi, rappresenta già a mio giudizio un piccolo miracolo».
La "prima volta" dell'Alghero fra i professionisti si sta rivelando più difficile del previsto e alla vigilia della terza gara del girone di ritorno, la squadra occupa l'ultima posizione in classifica, nonostante militino fra le sue fila, giocatori di grande esperienza. Come giudica questa situazione?
«Beh...ad essere onesti mi sento un po' colpevole per aver convinto a più riprese gli attuali dirigenti dell'Alghero a far domanda di ripescaggio. Detto questo, credo che il raggiungimento di determinati obiettivi sia legato al concorso di vari fattori. Innanzitutto bisogna prendere coscienza del fatto che non sempre, il cambio di allenatore e il rimpasto della rosa, sono la medicina giusta per un radicale cambiamento di tendenza. Credo che dopo il miracolo dello scorso anno, Mauro Giorico meritasse la chance di proporsi con una rosa di maggior valore, come quella che è stata invece messa a disposizione di Ninni Corda. Ma si sa: "nemo profeta in patria est" e Alghero non costituisce certamente un'eccezione. Altra componente fondamentale è l'assetto societario: le società un punto di riferimento insostituibile per dirigenti e collaboratori, ma soprattutto per i calciatori che ad esse si affidano. Bisogna dunque individuare dei ruoli e farli rispettare. Il resto viene da sé».
Lei è stato predidente dell'Alghero per sei anni, un arco di tempo in cui la squadra, oltre che ad essersi sempre piazzata nelle prime posizioni, ha disputato i play off e vinto un campionato di eccellenza. Come si organizza un gruppo che sappia vincere senza contare sulle disgrazie degli altri?
«I risultati da me ottenuti, peraltro ampiamente documentati, sono stati il frutto di una perfetta sintonia fra società e calciatori; un rapporto basato sull'onestà, la reciproca stima e il rispetto dei ruoli. Uno dei punti di forza della mia gestione credo sia stata la puntualità con cui ho onorato gli impegni contrattuali. Solo quando sei puntuale come presidente puoi pretendere altrettanto da atleti e collaboratori. Devo tuttavia ammettere di essere stato anche un po' fortunato: le mie vittorie le ho ottenute sul rettangolo di gioco e non sul rettangolo delle scrivanie della Lega. Ma dal momento che nel calcio ciò che conta è vincere».
Si potrebbe ipotizzare un futuro con Toti Columbano nuovamente nell'Alghero?
«Il futuro è nelle mani del destino, anche se credo che con impegno e sacrificio, ciascuno di noi possa contribuire a costruirlo e all'occorrenza modificarlo. Insomma, se le circostanze lasceranno trasparire la possibilità di impostare una società con le caratteristiche di cui parlavo prima, beh...credo che non mi dispiacerebbe dare una mano all'amico Corrado Sanna».