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Monica Caggiari
19 settembre 2004
Camboni, perplessità riguardo l’ubicazione del nuovo ”ecocentro”
Secondo Camboni la creazione del centro nell’area di periferia cittadina è in contrasto con la scelta di dislocare in zone più distanti i servizi incompatibili con l’ambiente urbano e con le velleità turistiche di Alghero

Il capogruppo di “Città Futura”, Isio Camboni, interviene, con una lettera aperta indirizzata al sindaco Tedde, sulla questione relativa al “ecocentro”. La perplessità concerne soprattutto la sua presunta ubicazione. Il centro di smaltimento rifiuti dovrebbe, infatti, nascere all’ingresso della città, nella zona “Galboneddu”.
Secondo Camboni la creazione del centro nell’area di periferia cittadina è in contrasto con la scelta, operata già per altre strutture come quella del nuovo depuratore Alghero-Maristella, di dislocare in zone più distanti, e proprio perciò maggiormente idonee, i servizi incompatibili con l’ambiente urbano e con le velleità turistiche del capoluogo della Riviera del Corallo. Anche se si tratta di un’area soggetta a cessione, che non grava sul bilancio comunale, non è ammissibile destinarvi un centro di raccolta rifiuti per Alghero e centri limitrofi.
Il consigliere d’opposizione concorda col fatto che la questione dello smaltimento rifiuti sia pressante, ma ricorda anche che è necessario valutare gli scenari che potrebbero crearsi: un traffico incrementato da mezzi pesanti, adibiti alla raccolta di materiali di vario genere. Con l’ubicazione scelta si penalizzerebbe, inoltre, la vista panoramica su Capocaccia, destinata a questa “lottizzazione prestigiosa”. Camboni prosegue segnalando che “l’argomento sulla realizzazione dell’ecocentro non è stato mai liquidato in commissione Ambiente, né è stato oggetto di discussione generale.”
La decisione appare perciò inappropriata, soprattutto se si considera che per opere di tal genere vi è disponibile la zona industriale di San Marco, che è quasi abbandonata e verso la quale invece, secondo Camboni, potrebbe essere utile e opportuno convogliare “quelle attività difficilmente inseribili in un contesto urbano”, soprattutto in considerazione delle “nuove linee guida del Puc in fase di predisposizione”.
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