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A.B.
11 settembre 2009
Sardegna, l’Isola della disoccupazione
Secondo la Cisl «E’ indispensabile avviare una stagione per il lavoro»

CAGLIARI - I dati forniti da “Eurostat”, relativi al mese di luglio, sulla disoccupazione in Eu-ropa, al 9,5%, hanno destato grande attenzione e preoccupazione. Per i dati regionali si attende la rilevazione dell’“Istat” relativa al secondo trimestre 2009.
In Sardegna, è bene ricordarlo, sono 190mila i disoccupati e la rilevazione del primo trimestre 2009, dà la disoccupazione dell’Isola al 14,1%, il più alto tra le regioni, dopo la Sicilia, che si attesta al 14,3%, mentre il dato nazionale sta al 7,9%.
La “Cisl” ha già denunciato il pericolo, che per l’autunno e inverno prossimi, l’Isola possa per-dere ulteriori ventimila posti di lavoro. Questo alla luce dello stato delle crisi aziendali e setto-riali. Mentre si discute se si intravedono spiragli nella fuoriuscita dalla crisi economica, proprio i dati di Eurostat confermano che ora l’epicentro è il mercato del lavoro e l’occupazione. A maggior ragione, nelle realtà come quelle della Sardegna, dove la recessione è stata preceduta da una lunga stasi dell’economia.
«La Cisl – spiega il segretario generale Mario Medde - ritiene che sia ormai indispensabile mettere in campo, cioè spendere e cantierare, ingenti risorse finanziarie per il lavoro. L’imperativo per contrastare gli effetti della crisi riguarda non solo la disponibilità e la pro-grammazione, ma anche e soprattutto la spendita delle risorse, e la sua efficienza ed efficacia».
«Ambiente, formazione, sostegno alle imprese che assumono attraverso ulteriori abbattimenti dei costi, “de minimis” per l’imprenditorialità giovanile, piano casa, economia sociale (inter-venti per la famiglia, lotta alle povertà, misure da rafforzare per la non autosufficienza), reddito di cittadinanza, finalizzato però al reimpiego con la riqualificazione e l’aggiornamento.
«Sono questi gli ambiti nei quali è possibile da subito investire ingenti risorse finanziarie. E’ indispen-sabile – conclude Medde - affiancare questi interventi agli ammortizzatori sociali. Un accordo tra Regione e parti sociali è la premessa per una stagione di lotta alla disoccupazione e alle po-vertà e per una “campagna” per il lavoro».
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