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A.B. 6 ottobre 2009
Povertà: Situazione drammatica in Sardegna
Le previsioni della Banca Mondiale, sono state analizzate dal segretario generale della Cisl regionale Mario Medde
Povertà: Situazione drammatica in Sardegna

CAGLIARI - La Banca mondiale prevede, sulla spinta della crisi economica e finanzia-ria, novanta milioni di nuovi poveri in più. La Sardegna rischia già nel corso del 2009 di raggiungere i trecentocinquantamila poveri al di sotto della soglia della povertà relativa.

Certo, diversamente dai Paesi del Terzo e Quarto mondo, la povertà che noi registriamo nell’Isola assume caratteristiche meno drammatiche. Si è però di fronte a migliaia di famiglie, si è ormai superato il numero delle centomila famiglie che vivono con un red-dito insufficiente a garantire una vita dignitosa e una speranza per i propri figli. Per que-sto motivo la “Cisl” sarda da tempo chiede interventi straordinari sia sul versante degli strumenti necessari a monitorare e a seguire il fenomeno delle vecchie e nuove povertà, sia su quello delle politiche e delle misure utili a ridurre l’impatto della disoccupazione e delle pensioni inadeguate ad una vita decorosa.

Ormai anche quanti vivono di un solo reddito, rischiano di non arrivare alla fine del me-se con le risorse finanziarie necessarie al proprio sostentamento economico. Ma il dramma vero riguarda le migliaia di giovani disoccupati (il 30percento come tasso di di-soccupazione giovanile), gli ultracinquantenni che non riescono a garantirsi una ricollo-cazione, i lavoratori precari e coloro che utilizzano gli ammortizzatori sociali che usu-fruiscono di un salario al di sotto della soglia della povertà relativa.

A fronte, dunque, di una realtà in costante peggioramento, il piano contro le povertà di-venta fondamentale sia per venire incontro alle migliaia di nuovi poveri, sia per sostene-re un reddito che deve essere adeguato per creare le condizioni di una nuova crescita economica e sociale nell’Isola.

I sardi indigenti, ma anche coloro che usufruiscono di tutti i diritti di cittadinanza, si at-tendono che le istituzioni sarde e la Regione diano un segnale forte, non ordinario, cioè tradizionale, in grado di dare speranza ma anche di fornire risposte quotidiane in termini di lavoro e di reddito di inserimento nella società e nel mercato del lavoro.

Non è possibile utilizzare un solo strumento di intervento, c’è una “varietà” nella pover-tà che merita e che necessita misure diverse e adeguate. La proposta della Cisl è di apri-re subito un tavolo di confronto con le rappresentanze economiche e sociali per avviare una fase di straordinaria attenzione alle vecchie e nuove povertà.

Nella foto: Mario Medde, segretario generale della Cisl sarda
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