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S.A. 9 aprile 2010
iRS: «Imprese sarde a picco»
Una campagna di sensibilizzazione degli attivisti di iRS Sassari partirà da questa mattina, presso gli uffici della Equitalia Sardegna Spa in località “Piandanna“, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravissima situazione di oltre 65mila imprese sarde
iRS: «Imprese sarde a picco»

SASSARI - Una campagna di sensibilizzazione degli attivisti di iRS Sassari partirà da questa mattina (venerdì), presso gli uffici della Equitalia Sardegna Spa in località “Piandanna“, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla gravissima situazione di oltre 65mila imprese sarde. Il rapporto pubblicato da Equitalia Sardegna Spa e presentato alla giunta regionale il 10 febbraio scorso, evidenzia che nel 2009 delle suddette imprese 2354 hanno già dovuto dichiarare fallimento a fronte di debiti fiscali per circa 950 milioni di euro. Per far fronte a tale situazione l’unica proposta dell’ente di riscossione, formulata in collaborazione con Api Sarda, è di ricorrere all’istituto della rateizzazione.

Le sole 4500 aziende sarde che hanno aderito all’istituto di rateizzazione corrispondono a circa 300 milioni di euro di debiti col fisco concessi in dilazione. Le rateizzazioni concesse generano ulteriori sanzioni, interessi e compensi di riscossione a carico delle aziende in posizione debitoria, con il limite massimo di rate fissato a 72 mensilità. Tale misura interrompe le altre procedure di riscossione
coattiva, ma alla seconda scadenza consecutiva non rispettata
Equitalia riprende automaticamente l’iter: dapprima con fermo
amministrativo (autoveicoli), proseguendo con pignoramento dei crediti
(quinto dello stipendio o della pensione e dei conti bancari), per
finire con pignoramento degli immobili (compresa la prima casa).

Da una denuncia depositata nel 2009 risulta che Equitalia abbia
appaltato la notifica degli atti a due società private (Tnt Post –
Notifiche e Recapitalia), che forniscono il personale a favore di
Equitalia per le figure dei “messi notificatori”, senza fare svolgere
alcun corso di formazione e in regime contrattuale a progetto
reiterato negli anni in piena violazione delle norme a tutela del
lavoro e delle stesse norme che disciplinano la nomina e l’attività
di tali figure. «Questo fatto è paradossale - commentano dall'iRS se si pensa che Equitalia deve riscuotere proprio debiti accumulati dalle imprese sarde relativamente a contributi Inpes e Inail non pagati».

Di fronte alla situazione di grave crisi per le imprese regionali, lo stesso partito indipendentista avanza alla giunta alcune proposte per affrontare l'emergenza. Prima fra tutte, il riconoscimento dell’impossibilità ad assolvere il debito per sopraggiunta difficoltà economica a tutte le imprese iscritte a ruolo che si trovano in quelle condizioni. Un’autocertificazione sullo stato di necessità e il blocco dove attestato (nelle sedi competenti) di tutti i procedimenti in atto per il recupero coatto, soprattutto sul pignoramento della prima casa. La verifica delle condizioni economiche, poi, se con esito positivo, darà luogo ad una rateizzazione concordata tra le parti, i cui importi annuali non potranno superare 1/5 del reddito netto annuo dichiarato l’anno precedente. Infine, la compensazione degli interessi delle insolvenze e le spese di recupero con le somme degli interessi mai pagati per il debito che lo Stato italiano ha con la regione Sardegna, per circa dieci miliardi di euro.



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