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Red 16 maggio 2010
«Sarcofago-bunker al vecchio ospedale»
A ri-puntare il dito polemicamente sulle opere pubbliche in corso in città è il coordinamento di Alghero Viva: «l´amministrazione si rende protagonista delle operazioni di manipolazione e di trasformismo architettonico del cuore antico della città»
«Sarcofago-bunker al vecchio ospedale»

ALGHERO - «L’Amministrazione comunale retta dal sindaco Tedde, probabilmente con l’intento di ricalcare il “Governo del fare” di analogo segno, procede spedita e disinvolta con interventi di recupero di complessi monumentali di maggior pregio storico-culturale quali il Forte della Maddalena, il complesso di Santa Chiara, nell’area del vecchio ospedale, e il complesso dell’antico Collegio Gesuitico - Lo Quarter». A ri-puntare il dito polemicamente sulle opere pubbliche in corso in città, è il coordinamento di Alghero Viva, che sottolinea come gli interventi di recupero siano sicuramente preziosi, in quando sottraggono al degrado strutture che altrimenti rischierebbero di andare perdute irrimediabilmente e maggiormente se poi vengono restituite alla corretta fruibilità della cittadinanza.

Alghero Viva, però, in questi ultimi anni ha avuto modo di rilevare e denunciare il susseguirsi di interventi a suo modo inadeguati e dispendiosi come il teatro all’aperto realizzato all’interno del Forte della Maddalena, radicali modificazioni delle aperture nell’edificio del vecchio Ginnasio e della Biblioteca comunale di via Carlo Alberto, rivestimenti con placcaggio finto antico e realizzazione di cornicioni prima inesistenti. «Nel Collegio Gesuitico e nel Quarter, accanto a importanti scavi archeologici nell’area cimiteriale, assistiamo ad aumenti volumetrici in sopraelevazione, demolizioni e successive ricostruzioni in cemento armato - attacca il movimento politico - ingombranti scale antincendio che conducono in un cortile interno al Liceo Manno e altro ancora».

«Nell’area del vecchio Forte di Montalbano, nel lato retrostante il mercato della verdura, sono state demolite porzioni di mura della città e la dignitosa vecchia officina comunale per far posto a una modesta costruzione da adibire “naturalmente” ad uso commerciale, sorte a cui peraltro sembra destinato lo stesso mercato. Infine - denunciano da Alghero Viva - nell’area del vecchio ospedale, una sorta di sarcofago-bunker in cemento armato ricopre un’area in cui venne condotta una importante campagna di scavi archeologici che diede importanti risultati per la conoscenza della storia della nostra città e impedisce parzialmente la visuale della parte retrostante della Chiesa di Santa Chiara».

«Certo gli algheresi - precisano Carlo Sechi e compagni - abituati ad abbattimenti di antichi forti e bastioni, ville Liberty ed esempi di edilizia industriale dei primi del ‘900, sembrano frastornati se non addirittura rassegnati a questo modo di procedere». Alghero Viva poi interviene per denunciare la «timidezza delle autorità di vigilanza quali la Soprintendenza ai beni monumentali, storici e paesaggistici, la quale avrebbe dovuto mostrare maggior coraggio a tutela dei nostri beni culturali, la Facoltà di architettura di Alghero, celebrata per i successi riscossi a livello nazionale ma meno attratta dai temi locali».

«L’Amministrazione del sindaco Tedde, che dovrebbe rappresentare gli interessi della collettività - conclude polemicamente Alghero Viva - si rende protagonista delle operazioni di manipolazione e di trasformismo architettonico del cuore antico della città, al fine di realizzare una città-bottega. Intanto l’art. 9 della Costituzione italiana che “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”, la Carta del restauro, il Piano particolareggiato del centro storico, il Piano strategico comunale, l’Alghero città sostenibile e così via, possono attendere».
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