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S.A.
6 giugno 2011
A Sassari arriva “Libere” di Cristina Comencini
Interpreti dello spettacolo saranno Anna Carabetta, che cura anche la regia, e Maria Marino; spenti i riflettori seguirà un dibattito, introdotto da Elisabetta Addis ed Elena Rosa dell’associazione Di Nuovo, per discutere il documento “La nostra libertà

SASSARI - L’avventura di Libere, iniziata a Roma circa un anno fa, continua e il testo arriva finalmente a Sassari. Rappresentato nei teatri e nelle università, anche perché senza copyright, l’atto unico di Cristina Comencini scritto per l’associazione Di Nuovo prosegue il suo viaggio da Nord a Sud facendo tappa in Sardegna.
L’appuntamento, fissato per giovedì 9 giugno alle ore 21:00 presso il Teatro Civico (Sala teatrale Palazzo di Città), nasce su iniziativa dell’associazione noiDonne 2005 in collaborazione con l’Arci Provinciale e l’associazione nazionale Di Nuovo, promotrice della mobilitazione di piazza del 13 febbraio scorso. Interpreti dello spettacolo saranno Anna Carabetta, che cura anche la regia, e Maria Marino; spenti i riflettori seguirà un dibattito, introdotto da Elisabetta Addis ed Elena Rosa dell’associazione Di Nuovo, per discutere il documento “La nostra libertà”.
L’appuntamento, con il patrocinio del Comune di Sassari e il contributo della Fondazione del Banco di Sardegna, è a ingresso libero. «Ci avete educato alla libertà, al rispetto di noi stesse, siamo andate nel mondo piene delle vostre aspettative. Solo che fuori non ne sapevano niente
e tutto andava nel solito vecchio modo». Sono queste le parole che la giovane protagonista rivolge ad una donna matura in un confronto nato all’insegna di una fredda distanza. Che però si trasforma gradualmente in un dialogo, nel quale affiorano affinità e aspirazioni comuni. Fino a intravedere la possibilità di un orizzonte condiviso, di un annodarsi di fili che sembravano sciolti.
Le donne italiane non si riconoscono nella rappresentazione che i media ci restituiscono e sono preoccupate per la quantità crescente di episodi di violenza di genere, inversamente proporzionale al tasso di occupazione, che è il più basso in Europa. Per non parlare della presenza delle donne nelle istituzioni e nei luoghi dove si decide: nel nostro Paese la democrazia paritaria è ancora tutta da costruire. Per denunciare la precarietà delle conquiste, le difficoltà del lavoro e della maternità, l’insufficienza del welfare le donne a febbraio sono scese in piazza al grido di “Se non ora, quando?”. Lo spettacolo nasce per ragionare sull’emergenza dell’Italia di oggi e vuole essere un’occasione di confronto costruttivo per le donne ma anche per gli uomini interessati a costruire un Paese diverso. Per informazioni e contatti è possibile chiamare al numero 340.2877778.
Nella foto: Cristina Comencini
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