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Antonio Sini 13 giugno 2005
Calcio, per Alvardi e Ratti la contesa si chiude a Lecco
I tecnici di Alghero e Lecco concordano nel fatto che il discorso finale non è chiuso, Alvardi recrimina, Ratti teme i giallorossi al ritorno
Calcio, per Alvardi e Ratti la contesa si chiude a Lecco

ALGHERO - Dopo partita di Alghero-Città di Lecco, ambienti sereni, seppur con umori contrapposti. Lecco che non sta nella pelle ma compassata, Alghero che sa che deve compiere un’impresa: domenica prossima in Lombardia, vincere con due reti di scarto. La parola ai tecnici che hanno fatto una disamina della partita seppur da versanti e stati d’animo opposti.

Luigi Alvardi per l’Alghero:
«Siamo entrati in campo un po contratti, i giovani specialmente di fronte a questo pubblico stupendo e a questo scenario hanno risentito qualcosa, poi un eurogol preso dopo 4 minuti ci ha tagliato le gambe. Giocare in casa - continua Alvardi - e andare sotto di un gol ci ha danneggiato psicologicamente, di sicuro, ci sono stati 10 minuti di sbandamento, poi la squadra si è ripresa e nel finale del 1° tempo abbiamo fatto bene, c’era un calcio di rigore clamoroso per noi, ma non è stato concesso. La partita - prosegue Alvardi - poteva cambiare, siamo sempre stati in partita, abbiamo cercato di fare la partita, ma nel calcio si sa benissimo che una cosa è far la partita, altra cosa è giocare di rimessa, proprio come ha giocato il Lecco. Loro hanno giocato chiusi dietro, palle lunghe, attacchi negli spazi, e si sono chiusi con 8-9 giocatori non era facile giocare, anche Guberti ha fallito un grossissima occasione…»

Mister abbiamo avuto l’impressione che il Lecco abbia adottato un tattica spregiudicata, tre uomini davanti al loro portiere, due esterni molto alti che hanno costretto i nostri i nostri Guberti e Desiato a giocare “bassi”e impedito loro di dare la spinta che non può mancare all’Alghero…
«Loro hanno giocato con un 4-5-1, basta rivedere la registrazione della partita, quattro difensori schierato dietro bloccati, due centrali davanti alla difesa bloccati a loro volta e due esterni uno in mezzo, e una punta che era De Paola. Hanno giocato con il classico 4-5-1, che in fase difensiva permette di chiudere tutti gli spazi e ripartire in contropiede, ma era normale, continua Luigi Alvardi, che giocassero così. La cosa più difficile era costruire gioco, quello che noi dovevamo fare».

Si sarà accorto mister che Savarese, questo piccolo tornante destro che sfuggiva alla marcatura, pressava i portatori di palla in ogni spazio del campo è stata una spina nel fianco dell’Alghero, non siamo riusciti a controllarlo?
«Savarese è un giovane bravo, ci ha messo in difficoltà, lo conoscevamo, in mattinata abbiamo visto la partita in cassetta, conoscevamo tutto di loro, come loro conoscevano tutto di noi. Questo ragazzo (classe 1984) è stato bravo in alcune situazioni, nel calcio contano i duelli, lui ha avuto una palla giocabile fra i piedi trasformata in Eurogol, non si sa se ha voluto crossare, tirare in porta, lo sa solo lui, bravo sicuramente, ma credo che non abbia demeritato il nostro Desiato, nella suo ruolo è stato molto positivo. Dobbiamo pensare, continua Alvardi, che siamo al 12 Giugno, qualcuno sotto questo aspetto ne ha risentito un po».

Mister quante chances ci rimangono ancora?
«Dobbiamo sbollire il risultato, Martedì ci rivedremo, la contesa non è chiusa, Domenica andiamo a Lecco e ce la giochiamo, così come loro hanno fatto ad Alghero, segnando due reti».

Lelle Ratti tecnico che tale non si definisce, è infatti un preparatore atletico, lo sottolinea, ma tocca aspetti importanti della partita.
Ratti qualificazione quasi in banca?
«Dobbiamo fare gli scongiuri, non si può dire, l’Alghero è una signora squadra, ha disputato un gran campionato, se non erro a Lecco all’andata vinse per 5 a 0, certo oggi noi abbiamo fatto un grosso risultato e siamo contenti, però non abbiamo fatto niente, il discorso finisce domenica a Lecco, oggi siamo felici e contenti per aver vinto e per la prestazione fornita, ma non è finita ancora».

L’Alghero Domenica a Lecco cambierà atteggiamento tattico, in trasferta è sempre stata imprevedibile, cosa vi aspettate?
«Io sono convinto che la prima partita vinta fuori casa avvantaggi psicologicamente, primo perché non devi fare la prima mossa, ma aspettare quello che fa l’avversario, poi perché si gioca molto sotto l’aspetto psicologico, più che fisico, tecnico e tattico, chi vince fuori casa è sicuramente avvantaggiato. A metà Giugno quello che conta è l’aspetto psicologico le certezze che ti porti dietro, di ciò che hai fatto durante l’anno, della crescita che hai avuto, non è più un fattore fisico, ma ripeto la partita di domenica è molto difficile, noi abbiamo il vantaggio di partire dall’uno a zero conquistato in trasferta».

I due tecnici concordano che il discorso non è chiuso, ci sono da giocare ancora 90 minuti intensi, è certo che chi ci crederà potrà fare sua la finale, l’Alghero non è inferiore al Lecco, sono squadre che si equivalgono, tutto può accadere quando le formazioni sono equilibrate, la differenza la fanno gli episodi.

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