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Alguer.itnotiziesassariSpettacoloConcerti › Max Gazzè fa ballare Sassari. Teatro troppo piccolo| Intervista
Michele Cocchiarella 10 maggio 2013 video
Max Gazzè fa ballare Sassari
Teatro troppo piccolo| Intervista
La voce inconfondibile di Gazzè e la sua band hanno intrattenuto il numerosissimo pubblico sin dal primo minuto con i nuovi brani dell´album "Sotto casa" e i vecchi successi


SASSARI - Ancora una volta la musica di Max Gazzè ha fatto ballare il pubblico di Sassari che ieri sera ha riempito il teatro comunale per il "Sotto casa tour". Un concerto travolgente che ha dato il via alla quindicesima edizione di Abbabula, festival di musica e parole organizzato dalle Ragazze terribili. La voce inconfondibile di Gazzè e la sua band hanno intrattenuto il numerosissimo pubblico sin dal primo minuto con i nuovi brani dell'album "Sotto casa" e i vecchi successi. Da "E tu vai via" a "Vento d'estate", cantata originalmente con Niccolò Fabi che stasera si esibirà al teatro comunale, fino ad "Annina", "Quel che fa paura" e tutte le altre canzoni tanto attese come "Cara Valentina" o "Il timido ubriaco".

L'unica tappa sarda del "Sotto casa tour" è stata un successo sia per la presenza di persone provenienti da tutta l'isola sia per la risposta del pubblico che ha resistito seduto sulle poltrone del teatro fino alla prima nota di "Sotto casa" quando, impossibile stare fermi, ha iniziato a ballare e cantare continuando senza sosta fino agli ultimi brani eseguiti: "Mentre dormi", "Favola di Adamo ed Eva" e "Una musica può fare". «Questo album è come un quadro con tanti colori, tonalità che generano un equilibrio» ha spiegato Max Gazzè rispondendo alle domande dei giornalisti prima dell'inizio del concerto.

Spazio anche alla curiosità come la nascita del singolo "Sotto casa" presentato alla scorsa edizione di Sanremo e che da il titolo all'album e al tour: «Due ragazzi testimoni di Geova hanno suonato alla porta, abbiamo aperto, li abbiamo ascoltati e poi l'immaginazione ha fatto il resto. Pensare che ci sono dei ragazzi che bussano ma dall'altra parte della porta c'è chi non vuole aprire ha fatto nascere l'idea della canzone. Un monologo di chi si trova davanti alla porta e di chi è dentro casa e non vuole ascoltare. Questa metafora evidenzia le chiusure tra i diversi culti religiosi». Un brano stabile per nove settimane consecutive nella top ten del digital download e che ha ottenuto il disco di platino per le oltre trentamila tracce scaricate.

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