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Red
1 settembre 2005
Via libera al Contratto d’area Sassari, Alghero e Porto Torres
Una boccata d’ossigeno che permetterà di rilanciare in grande stile il piano per l’occupazione e per lo sviluppo di nuove attività produttive in un’area strategica come quella compresa tra il capoluogo e due dei principali centri satellite del territorio

SASSARI - In molti pensavano che si trattasse di accanimento terapeutico nei confronti di un progetto nato tra l’entusiasmo generale ma che col passare degli anni si era arenato tra mille perplessità e parecchie incertezze. E invece è bastato un blitz a Roma del presidente della Provincia di Sassari, Alessandra Giudici (nella foto), per riportare in vita il Contratto d’area di Sassari, Alghero e Porto Torres. Un incontro lampo coi rappresentanti del governo nazionale, un confronto serrato e per niente semplice, anche se il vertice si è svolto in un clima di grande serenità e di volontà di collaborare, e la situazione si è finalmente sbloccata. Ora l’auspicio è che Alessandra Giudici, il cui incarico istituzionale prevede anche la responsabilità del Contratto d’area, ottenga in tempi brevi il via libera tanto atteso. L’impegno formale assunto da Roma le consentirà infatti di rimodulare l’intervento e l’erogazione delle risorse nuovamente disponibili attraverso un nuovo bando di concorso. Negli auspici dell’amministrazione provinciale, i tempi non dovrebbero essere troppo lunghi: Alessandra Giudici spera di inaugurare la nuova fase del Contratto d’area entro il prossimo autunno. A giudicare dalla rapidità con cui il presidente ha trovato un accordo coi suoi interlocutori, c’è senz’altro da essere ottimisti.
Per le imprese che saranno coinvolte dall’intervento sarà una vera e propria manna dal cielo. Una boccata d’ossigeno che permetterà di rilanciare in grande stile il piano per l’occupazione e per lo sviluppo di nuove attività produttive in un’area strategica come quella compresa tra il capoluogo e due dei principali centri satellite del territorio. Nei mesi scorsi, subito dopo il suo insediamento, era stato proprio il presidente della Provincia a chiedere formalmente una rimodulazione del Contratto d’area che permettesse di sbloccarlo dopo uno stand by durato sin troppo a lungo. “L’ipotesi di un nuovo bando rappresenterebbe una preziosa valvola di sfogo per il territorio, per le imprese vecchie e nuove, per chi lavora in maniera precaria o non lavora proprio”, ha spiegato il presidente Giudici nel corso dell’incontro di Roma, tenutosi nella sede della direzione generale dell’Ufficio per il coordinamento degli incentivi alle imprese, che fa capo al ministero delle Attività produttive. “Proprio perché sinora il Contratto d’area non ha dato i risultati sperati, riteniamo che aggiustare il tiro sia l’unica possibilità per tentare di non sprecare gli sforzi, anche economici, compiuti sinora”, ha detto durante il colloquio avuto con Raffaele Loffredo e Livio Cimaglia, rispettivamente dirigente e funzionario del ministero per le Attività produttive, e con Raffaele Spera, rappresentante del segretariato generale del Dipartimento per lo sviluppo economico territoriale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Anche dal punto di vista pratico Alessandra Giudici ha già un’idea. “Il nuovo bando sarà finanziato attraverso il riutilizzo di quelle risorse che finora non sono state sfruttate – dice – sia di quelle destinate alle imprese che poi hanno rinunciato, sia di quelle delle aziende cui i finanziamenti sono stati revocati”. In attesa di conoscere più precisamente i tempi e l’ammontare di questo nuovo intervento, dalle parti di piazza d’Italia si respira un’aria di cauto ottimismo. Il documento inviato due giorni fa dal ministero, che sancisce in maniera formale il tanto atteso via libera, “dimostra chiaramente che abbiamo a che fare con interlocutori disposti a un confronto costruttivo, e questo è un buon punto di partenza”, commenta Alessandra Giudici. L’accordo raggiunto prevede che la definizione del nuovo bando, nonché i tempi e i modi dell’intervento, scaturiscano dal continuo dialogo e dal periodico incontro e confronto tra le parti interessate. “Le informazioni e gli input che provengono dal territorio permettono alla Provincia di avere un quadro più preciso delle emergenze da affrontare – spiega Raffaele Loffredo – perciò riteniamo fondamentale la realizzazione di un processo congiunto e coordinato di strategia globale”. Secondo Alessandra Giudici, “la richiesta del ministero è sintomo del fatto che Roma vuole prestare la massima attenzione alle esigenze del territorio”.
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