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Red
4 novembre 2005
Endesa, Provincia e Comuni discutono il futuro di Fiume Santo
“Costruire un futuro pulito per la centrale”, è la parola d’ordine che i componenti della commissione di controllo per la centrale di Fiume Santo

SASSARI - «Sì alla combustione delle biomasse, ma a patto che la loro provenienza venga certificata e che si verifichi la possibilità di utilizzare anche materiali prodotti in Sardegna». Per ora sono solo prove di dialogo, premesse di un confronto che più avanti si farà serrato e toccherà più aspetti. Da una parte la Provincia di Sassari e i Comuni di Sassari e di Porto Torres, dall’altra l’Endesa. Gli enti locali disegnano il futuro di Fiume Santo con un occhio al portafoglio e due al problema dei problemi: l’impatto ambientale. Provincia, Comuni ed Endesa tornano dalla visita alla centrale termoelettrica di Saint Avold, a due passi da Metz, nell’est della Francia, con la piena consapevolezza di essere in perfetta sintonia almeno su un obiettivo. “Costruire un futuro pulito per la centrale”, è la parola d’ordine che i componenti della commissione di controllo per la centrale di Fiume Santo hanno mandato a memoria nel corso della visita guidata durata tre giorni. Quello cui hanno partecipato anche il presidente della Provincia, Alessandra Giudici, il sindaco di Sassari, Gianfranco Ganau, e il sindaco di Porto Torres, Luciano Mura, è il terzo tour da quando esiste la commissione. Due anni fa la spedizione si era mossa alla volta di Cuneo, sede di un impianto che utilizza combustibile da rifiuti. L’anno scorso la meta era stata la Spagna del sud, per verificare il funzionamento di un’altra centrale a carbone. «Lo scopo è quello di confrontarsi con realtà simili alle nostre», spiegano i responsabili di Endesa Italia. «Riteniamo che sia un buon sistema – dicono – utile sia per analizzare le condizioni di Fiume Santo, sia per capire quali possono essere le strade da percorrere per il futuro».
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