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Giulio Spanu 8 agosto 2003
Baroudi: ovvero quell’idea fissa
Riuscirà oggi nel tentativo di imporre i suoi progetti cementificatori a Porto Conte sovrapponendoli al P.U.C. e al Piano del Parco, sostituendo così la programmazione pubblica e generale con quella privata e della sua impresa?


E’ ritornato Baroudi, arzillo nonostante l’ età di 84 anni, la foto tessera pubblicata in questi giorni lo ritrae come era trent’ anni fa quando approdò per la prima volta nelle coste algheresi a tentare la classe dirigente algheresi in un’avventura imprenditoriale prevalentemente fondata sulla cementificazione delle costa nord occidentale di Alghero. Allora si presentò da gran signore in Rolls Roice, con impeccabile autista in guanti e stivali, comprò, diverse centinaia di ettari a Porto Conte e a dimostrazione della sua munificenza comprò anche la squadra di calcio locale e i calciatori ed ancora altri con l’obiettivo della promozione in serie “B”. Fu così abile a convincere gli amministratori comunali dell’ epoca che riuscì a imporre il suo progetto d’ impresa facendolo diventare l’ architrave del P.R,G. vestendo così degli abiti dell’ interesse pubblico il suo investimento privato.
Infatti la prima versione del piano urbanistico adottato prevedeva nei terreni di Baroudi un polo di sviluppo di 30 mila posti letto di seconde case e un paio di alberghi. Questa previsione divise trasversalmente le forze politiche di maggioranza ed opposizione, tutta la città con le sue forze organizzate partecipò al dibattito infuocato. La conclusione fu una profonda correzione del PRG con le ormai storiche drastiche riduzioni di cubatura a Porto Conte e l’ affermazione della centralità di Alghero nello sviluppo, con la negazione di altri poli alternativi.
Senza le generose previsioni di PRG il progetto Baroudi si rivelò un fallimentare “bluff” perché l’unico punto di forza era costituito dalla valorizzazione urbanistica ed economica dei terreni acquistati a poco prezzo.
Si fermarono i lavori dell’ albergo Baia di Conte non iniziarono neppure i lavori del Motel nella pineta Mugoni, oggi riproposto in altra veste. I finanziatori di Baroudi, per non perdere sacco e sale, rilevarono oltre la metà dei terreni e lo scheletro della costruzione dell’hotel Baia di Conte portandone a termine i lavori. Per vent’anni nella memoria collettiva degli algheresi Baroudi divenne sinonimo di clamoroso bluff.
Non abbiamo ad Alghero opere che certifichino l’alta qualità imprenditoriale di Baroudi, ma dobbiamo riconoscergli una indubbia capacità nel farsi annunciare e presentare dai più influenti ambasciatori locali avendo, peraltro, la destrezza di cambiarli al momento giusto sulla base dei colori dominanti la stagione politica.
Trent’ anni fa cercò di accontentare tutti maggioranza e minoranza,
Dopo vent’anni di silenzio,il ritorno ufficiale e lo sdoganamento pubblico fatto da un assessore della sinistra ambientalista, sprovvisto di memoria storica perché Sassarese.
Costretto dallo sdegno generale e dalla battaglia politica dei sardisti a una precipitoso ritirato del master plan, oggi Baroudi si ripresenta nella nuova stagione politica sfoggiando un nuovo fiammante “bravo presentatore” ingaggiato nella destra di governo. Riuscirà oggi il nostro nel tentativo, sempre lo stesso, di imporre i suoi progetti cementificatori a Porto Conte sovrapponendoli al P.U.C. e al Piano del Parco, sostituendo così la programmazione pubblica e generale con quella privata e della sua impresa?
Siamo certi che gli algheresi sono vaccinati e non si faranno turlupinare neanche al terzo tentativo, di sicuro i sardisti saranno in prima fila nella difesa dell’interesse generale e nella tutela della identità e della storia.
Chiediamo che il Sindaco Marco Tedde sappia resistere al canto della sirene della munificenza baroudìana che pare abbia inebriato molti suoi compagni di viaggio.
D’altronde nel suo DNA familiare (simpatizzavano per la componente morotea) e politico (sua militanza nel PSI) dovrebbero essere presenti gli anticorpi che seppero respingere la speculazione a Porto Conte e resistere alla cessione di parte dell’area Saica.
Per quest’ ultima la sorte ha voluto che, dopo ventennali battaglie di resistenza contro le camuffate sirene della speculazione, sia stato chiamato a porre il suo suggello determinante con l’acquisire al patrimonio comunale la proprietà dei terreni.
Ci aspettiamo che nell’interesse pubblico sappia resistere per Porto Conte a Baroudi. Possiamo capire che il Sindaco debba ricevere tutti gli imprenditori aldilà della fama e dei precedenti, tanto più se accompagnato dalla destra di governo, capiremo meglio, tuttavia una risposta cortese ma ferma e definitiva che va in direzione della programmazione da fare oggi con il PUC ed il Piano del Parco di Porto Conte alla cui realizzazione saranno chiamate domani imprese private e pubbliche, senza che l’imprenditore munifico detti a succubi amministratori comunali la pianificazione pubblica con le parole di cemento dei suoi progetti privati.
Un altro libanese di altra fama, solidità ed esperienza, Barrack nuovo proprietario della Costa Smeralda, sul cui progetto imprenditoriale verrà espresso un giudizio quando dalle parole si passerà ai fatti, ai Consigli Comunali di Olbia ed Arzachena non ha parlato di cemento ma di rispetto della storia e della identità, nell’occasione almeno la forma è stata salvata!
Nel nostro caso si è subito parlato per le spicce di metri cubi e di posti di lavoro, "timeo danaos et dona ferentes".
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