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Antonio Sini
5 ottobre 2003
Il Macomer stoppa le velleità dell’Alghero
Al Mariotti prova incolore della squadra di Luigi Alvardi fermata sul pari. A fine gara musi lunghi nel clan giallorosso e fuggi fuggi generale

L’Alghero ha pareggiato per 1 a 1 contro il Macomer. Al cospetto del pubblico e del campo amico la squadra di Alvardi, oggi in maglietta scura e bordo giallo ha ceduto agli ospiti i colori verticali per ospitalità, non è riuscita ad andare oltre uno “stretto” pareggio che ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi che alla fine hanno lasciato lo stadio mugugnando.
Il tecnico Algherese cambia le pedine in campo rispetto alla scorsa domenica, in panchina Salaris, in campo il giovane Urgias che si è comportato più che dignitosamente, in panchina anche Serra che pure domenica era in campo a Quartu, in campo la punta Miani. Ne è venuto fuori uno schieramento 3-4-3. Gallotta Nieddu e Urgias, in difesa, Usai Gregorace Ghini e Manichedda a centrocampo, Borrotzu, Miani e Malfitano punte, con il compito per quest’ultimo di “rientare” secondo l’evoluzione del gioco. L’Alghero è partita a spron battuto, vogliosa di fare bene, anche se non sempre con grande fortuna: Borrotzu si presenta solo davanti al portiere Fadda e si lascia ipnotizzare. Ma la squadra corre con buona lena, ma alcuni, leggi Gregorace e Usai, non sono in gran spolvero. Il campo pesante per la pioggia caduta anche durante l’incontro non è stata di grande ostacolo per i giocatori, tolto qualche scivolone di troppo. Dicevamo che l’Alghero sembrava volersi “mangiare “l’avversario, questi ben disposto in campo da mister Coccone, che, dopo aver sistemato a uomo Pili su Borrotzu, Cocco su Miani e Moro a controllare la spinta di Malfitano, ha infoltito il centrocampo puntando sulle ripartenze sempre veloci e pungenti. L’Alghero ha cercato con insistenza la rete, e l’ha trovata alla mezzora con Miani servito da un cross perfetto di Borrotzu. Sembrava che il più fosse fatto, si aspettava solo che l’Alghero chiudesse la partita con un’altra rete ma così non è stato e si è andati al riposo con i locali vantaggio di una rete. Poco margine, e francamente ci è sembrato che l’Alghero non sia stata aiutata dalla musa del calcio, almeno in tre circostanze.
Nel secondo tempo, l’Alghero aveva il vento a favore, un leggero maestrale che si è fatto sentire, e si credeva che ricominciasse a giocare come aveva fatto all’inizio della partita: nulla di nulla. Il Macomer si accorge dell’Alghero in difficoltà e al 22° del II° tempo Pira infila l’incolpevole Pierangeli. Il pallino è stato per lunghi tratti in possesso del Macomer, che ha schiacciato l’Alghero nella propria metà campo. Il centrocampo Alghero assolutamente saltato dai giocatori ospiti che si presentavano davanti alla difesa costretta difendersi con affanno. Alvardi ha visto bene che in campo c’era sofferenza, gli avversari avevano un passo diverso, poco contrastati da un centrocampo inesistente. Alvardi azzarda la carta del triplo cambio: fuori Urgias e dentro Salaris in difesa, e Nieddu per Malfitano in attacco, fuori anche Gregorace e dentro Elenio Enna. Ma la musica non cambia nonostante il cambio degli orchestrali.
La partita si avvia stancamente alla fine senza altri colpi di scena, con un pareggio che per il Macomer sa di punto pesante conquistato al Mariotti, campo difficile per tutti, ma l’Alghero di oggi era ben poca roba se si pensa che si sta allestendo una squadra per vincere il campionato e a due giornate dall’inizio si trova in classifica la miseria di due punti frutti di altrettanti pareggi. A fine gara musi lunghi nel clan giallorosso e fuggi fuggi generale, Presidente, dirigenti, allenatore, tutti con impegni improcrastinabili. solo il Ds Libero Peana è rimasto nel piazzale dello stadio a salutare i giocatori che mestamente lasciavano il campo. E domenica l’Alghero è attesa dall’Ilvamaddalena in trasferta. Nessuno parla di crisi per carità ma…domenica!
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