|
Antonio Sini
2 luglio 2007
L’Alghero calcio aggancia Costantino Marcias
L’ex presidente del la Palma ha ceduto alle richieste di Riccardo Giorico, Amministratore delegato della squadra giallorossa

ALGHERO - Costantino Marcias, ex presidente della Palma dei miracoli, che con lui fece il salto dalla Seconda Categoria all’Eccellenza Regionale, ritorna in pista. Lontano dai campi di calcio è rimasto due anni, giusto il tempo di disintossicarsi, almeno nelle intenzioni, ma la passione per la “pedata” lo ha portato a dire si a Riccardo Giorico, Amministratore Delegato dell’Alghero. Marcias ritorna in campo, e si riavvicina a quella squadra che cinque anni fa aveva lasciato senza grandi clamori, per stabilirsi a Santa Maria La Palma. Ma l’Alghero è l’Alghero. Il profumo del Mariotti è il migliore, e impegnarsi per la prima squadra di Alghero è una scommessa che lo stimola.
Marcias un ritorno, o una new entry?
«Nessuno dei due, è un ricominciare con persone che mi hanno chiesto di dare una mano alla causa dell’Alghero». Marcias sorride come suo solito, quasi a voler giustificare il suo ritorno all’antico.
L’Alghero calcio le maglie giallorosse…
«Non posso negare che l’Alghero ha un fascino particolare, un pubblico esigente e un tifo appassionato. Ma non tragga in inganno la mia disponibilità. Sono arrivato all’Alghero perché Giorico mi ha prospettato un percorso che ho condiviso. Niente voli Pindarici per carità. In questo mondo si possono prendere delle cantonate clamorose, io posso mettere a disposizione tutta la mia esperienza e la conoscenza di un mondo composto di tanti, e anche di qualche nemico, dal quale bisogna prendere le distanze».
Vi siete incontrati con il neo Presidente Vittore Accardo?
«Non ho avuto ancora l’opportunità, ma spero presto di potergli parlare per verificare cosa si po’ programmare per l’Alghero».
Ma sta pensando alla promozione alla C2?
«Non proprio! Prima bisogna darsi un assetto societario robusto, crescer sul piano dell’esperienza, conoscere molto bene l’ambiente dei semi professionisti poi, se del caso, e i mezzi economici disponibili lo consentono, provare a fare il salto di categoria».
Allora l’Alghero non può pensare di uscire da un campionato che è un limbo di anonimato…
«Non sono d’accordo. La serie D è una grande vetrina nazionale. Se riusciamo a fare bene, a disputare un buon campionato, il ritorno d’immagine per noi imprenditori e per la città è garantito. Altra cosa è pensare a un campionato di professionisti. Dove le risorse si devono moltiplicare, e praticamente la squadra di calcio è un’azienda a tutti gli effetti».
E allora…
«Allora ribadisco il mio pensiero, bisogna camminare con i piedi di piombo, non farsi trascinare dall’entusiasmo dei facili traguardi, perché garantisco che arrivare a certi livelli è relativamente facile, il difficile è rimanervi! Ne so qualcosa io, quando mi sono dovuto sobbarcare la gestione economica di una squadra in Eccellenza ( il La Palma, ndr), praticamente senza il sostegno di nessuno, è stato uno sforzo immane, un’impresa che ora al pensarci sa del miracoloso».
Ma l’Alghero non è il La Palma …
«Lo so, eccome! Io con l’Alghero faro la mia parte, acquisterò un pacchetto di quote che concorderò con Giorico e gli altri dirigenti, ma saprò, data la mia esperienza, come muovermi e comportarmi per onorare sempre gli impegni».
Insomma Costantino Marcias ritorna all’Alghero con un grosso bagaglio di esperienza, è molto prudente, non si sbilancia perché conosce il mondo del calcio, fatto di marpioni e pescecani. Ma Marcias a fare il “pesciolino” proprio pare non ci stia.
Nella foto Costantino Marcias
|